Come camperizzare un furgone: la guida al furgone camperizzato dalla A alla Z

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Autore Alessandro 22 Ottobre 2021
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Contenuti

  1. Come leggere questa guida
  2. Perché camperizzare un furgone con il fai da te
  3. Se non si è pratici del fai da te
  4. Da dove partire per la camperizzazione di un furgone
  5. Scelta del veicolo
    1. Dimensioni del veicolo
    2. Tipologia di veicolo
      1. Auto
      2. Furgoni
      3. Il camper
    3. Quanto costa installare un tetto a soffietto?
    4. Dove trovare il mezzo da camperizzare
      1. Il vecchio furgone del papà, del nonno, dell’amico
      2. Comprare un furgone usato
      3. Comprare un furgone nuovo
  6. Quanto costa camperizzare un furgone: il budget
  7. Camperizzare un furgone: 8 step per la van-conversion
    1. 1. Aperture: Finestre per camper e Ventilazione
      1. Sigillatura delle aperture
    2. 2. Isolamento Termico
      1. Che materiali usare per la coibentazione del furgone camperizzato
      2. Altri materiali
      3. Spessore dei pannelli di EPS o dei pannelli di XPS
      4. La Pulizia del veicolo
      5. Il trattamento antiruggine
      6. Coibentazione del soffitto e delle pareti laterali
      7. Coibentazione del pavimento e della paratia
      8. Coibentazione delle Portiere
      9. Rivestimento con isolante termoriflettente multistrato
      10. Rivestimento finale
    3. Coibentazione delle finestre e oscuranti
      1. Finitura
    4. Allestimento del furgone: il mobilio
      1. Cosa dice la legge italiana
      2. Come camperizzare un Furgone a norma
      3. Allestimento a norma
      4. Soluzioni per una camperizzazione legale
      5. Progettazione dell’allestimento del furgone camperizzato
      6. Realizzazione dell’allestimento per furgone camperizzato
    5. Gli impianti
      1. L’impianto elettrico di un furgone camperizzato: perchè conviene averlo
      2. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: i componenti
      3. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: calcolo dei consumi energetici
      4. Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: Il quadro elettrico e la centralina di controllo
      5. Illuminazione e cablaggio
    6. Il riscaldamento dell’aria per il tuo furgone camperizzato
      1. Stufa elettrica portatile
      2. Riscaldamento fisso diesel
      3. Riscaldamento fisso a gas
      4. Riscaldamento a pannello solare
      5. Qual’è il sistema di riscaldamento migliore
    7. L’impianto idraulico di un furgone camperizzato
      1. Impianto idraulico di base
      2. Impianto idraulico completo
      3. Acqua calda: come ottenerla
      4. Le riserve di acqua
      5. La pompa dell’acqua
      6. Serbatoio delle acque grigie
    8. Progettazione dei vani
      1. L’armadio
      2. I cassetti
      3. Il portaspezie
      4. Portaoggetti
    9. Scelta dei tessuti
  8. Conclusioni

Stai cercando una guida che ti spieghi come camperizzare un furgone secondo i tuoi gusti e le tue necessità?

Allora sei nel posto giusto!

La guida al furgone camperizzato dalla A alla Z ti spiegherà nel dettaglio come camperizzare un furgone.

Qui trovi tutto ciò che ti serve per trasformare il tuo furgone in un camper e degli articoli di approfondimento per ogni sezione.

Come leggere questa guida

Puoi leggere la guida al furgone camperizzato dalla A alla Z come un libro, dall’inizio alla fine. Oppure come un’enciclopedia, utilizzando l’indice degli argomenti per saltare alle sezioni che ti interessano.

Perché camperizzare un furgone con il fai da te

  • Spazi

Se osservi i furgoni allestiti professionalmente vedrai che sono tutti molto belli e rifiniti. Ma ti basterà entrarci per renderti conto che mancano di praticità. Lo spazio non è quasi mai sfruttato correttamente.

Interni di un furgone allestito
Interni di un furgone allestito

Forse gli allestitori non hanno mai vissuto in un camper. Forse si, ma solo per brevi vacanze.

Ad essere onesti questo non vale per molti furgoni camperizzati antecedenti agli anni ‘90. Probabilmente allora prevaleva una mentalità diversa. Ma pare che oggi - nel campo dei veicoli ricreazionali - si punti tutto sull’estetica.

Questo chi il van lo vuole vivere non lo può accettare.

Allestiti per essere funzionali sono invero anche molti camion camperizzati e cellule abitative da pickup.

Un pickup con cellula abitativa
Un pickup con cellula abitativa

Nel primo caso stiamo però parlando di mezzi con dimensioni assolutamente proibitive per le strade europee, con prezzi che variano da 150.000 euro a 1.500.000 di euro.

Spostando lo sguardo al panorama dei pickup attrezzati non ci allontaniamo troppo dai furgoni camperizzati, senonchè, a fare da contrappeso agli innegabili vantaggi dei mezzi a 4 ruote motrici con cellula scarrellabile ci sono - rispetto ai nostri furgoni - alcune problematiche:

  • i prezzi delle cellule, proibitivi per molti

  • le dimensioni importanti che possono renderne più difficoltosa la guida obbligandoci a fare marcia indietro in caso di sbarre limitatrici camper (ormai installate un po’ ovunque).

  • l’aspetto del mezzo, che lo parifica a un camper senza possibilità dibattito, incontrando pesantissime limitazioni nei paesi che hanno dichiarato guerra alle camping car, come il Portogallo.

Sbarre che limitano l'altezza dei mezzi che possono accedere al parcheggio
Sbarre che limitano l'altezza dei mezzi che possono accedere al parcheggio
  • Possibilità di modifica e personalizzazione

Ti immagini spendere 50.000 o 60.000 euro per un furgone camperizzato nuovo per renderti poi conto che ci sono tante cose che non ti piacciono? Avresti il coraggio di andare a forare, tagliare e modificare un mezzo del genere?

Allestendo il tuo camper in autonomia puoi personalizzare ogni dettaglio realizzando tutto e solo ciò che ti serve e che ti piace.

  • Conoscenza del mezzo

Se il furgone te lo allestisci tu sai esattamente come sono realizzati gli impianti, che percorso fanno i cavi e i tubi e come hai incastrato i mobili. Rispetto ad un mezzo allestito da altri è un bel vantaggio quando qualcosa smette di funzionare.

  • Soddisfazione

Vuoi mettere la soddisfazione e l’orgoglio di viaggiare su un mezzo progettato e allestito da soli? Interamente frutto della tua mente e delle tue mani? E il bagaglio di esperienza che apporta un’avventura simile?

  • Costi

Con un po’ di esperienza di fai da te o tanta voglia di imparare puoi camperizzare il tuo furgone e vivere vacanze meravigliose all’insegna della più totale libertà a costi contenuti.

Convertire un van in un camper non significa quindi solo un risparmio finanziario ma anche aver la possibilità di creare una casa viaggiante secondo i tuoi gusti e le tue esigenze. Un progetto ambizioso, ma alla portata di tutti.

Ti assicuro che una volta terminato la soddisfazione sarà indescrivibile!

Se non si è pratici del fai da te

E se il fai da te proprio non fa per te - perdona il gioco di parole - per la realizzazione degli allestimenti puoi rivolgerti ad un artigiano specializzato.

In ogni caso, che tu voglia occupartene personalmente o che tu decida di chiedere aiuto ad altri, se hai in progetto la camperizzazione di un furgone, troverai in questo articolo tutti i consigli e le informazioni utili per la camperizzazione del tuo mezzo, con i passaggi necessari spiegati e illustrati dettagliatamente.

Da dove partire per la camperizzazione di un furgone

Per scegliere il tipo di allestimento più adatto parti dalle tue esigenze.

Perchè vuoi camperizzare un furgone? Con chi viaggerai? Dove starai? Uso occasionale nel fine settimana, frequenti viaggi all’avventura o vita in camper?

Rispondere a questi interrogativi ti consente di tracciare le basi del tuo progetto di camperizzazione.

Avrai subito un’idea del tipo di letto (singolo o doppio, nell’abitacolo o sul tetto), di cucina (interna, con accesso esterno o mobile) e di bagno (con o senza doccia).

Hai deciso di intraprendere una vita da nomade digitale? Sei attratto dai viaggi on the road e vuoi sperimentare la van life? O vuoi solo evadere dalla confusione cittadina per delle full immersion nella natura?

Nel primo caso avrai bisogno di un buon impianto elettrico. Nel secondo potrebbe bastare un impianto molto basic. Nel terzo potresti anche decidere di tralasciarlo del tutto.

Inizia a pensare al tuo progetto tenendo in considerazione questi aspetti.

Scelta del veicolo

Dopo aver riflettuto sulle esigenze e le motivazioni che ti portano ad allestire il tuo veicolo potrai passare alla scelta del tipo di mezzo.

Dimensioni del veicolo

Una persona molto adattabile che farà solo uscite brevi potrà optare per un veicolo piccolo. Al contrario se pensi di vivere on the road un veicolo più grande è quasi una necessità.

Tipologia di veicolo

Se percorrai tragitti non asfaltati, fangosi, sabbiosi o molto scoscesi un veicolo a trazione integrale è una scelta obbligata. Ne esistono per tutte le tasche e di ogni grandezza, dalle auto ai furgoni, ai mezzi pesanti.

Vediamo tutte le possibilità nel dettaglio.

Auto

Camping in automobile
Camping in automobile

Le auto che più si prestano alla camperizzazione sono le monovolume, i fuoristrada e le station wagon.

Potresti scegliere questa soluzione se disponi di un budget davvero ridotto, se non hai bisogno di molto spazio o se vuoi camperizzare il mezzo che usi per già per spostarti tutti i giorni.

Tra i modelli di auto europee più camperizzati ci sono le vecchie Land Rover e le Volvo station wagon.

Furgoni

I diversi tipi di furgoni possono essere catalogati in: furgoni ultra-compatti, furgoni compatti e furgoni di grandi dimensioni (con passo lungo e tetto alto).

il furgone ultra compatto (mini van)

Nella categoria dei furgoni ultra-compatti rientrano i minivan e i furgoncini, più spaziosi di un’auto ma ancora lontani dalle comodità di un camper. Perfetti per muoversi in città e semplici da camperizzare con kit di camperizzazione amovibili molto minimali.

Come suggerisce il nome, hanno dimensioni simili alle autovetture, il che li rende pratici quasi quanto un’auto, ma più spaziosi.

Se le dimensioni ridotte da una parte consentono una perfetta mobilità però, gli spazi interni sono molto sacrificati e a meno di non montare un tetto a soffietto non ti sarà possibile starci in piedi.

I furgoni ultra-compatti sono indicati per chi desidera un furgone piccolo da utilizzare anche per altri scopi – ad esempio per lavorare – senza troppe pretese in termini di comfort.

I più camperizzati sono Fiat Doblo, Fiat Scudo, Renault Kangoo, Citroën Berlingo e Peugeot Ranch.

Il furgone compatto (mid van)

Il furgone compatto o mid van è un buon compromesso tra spazio a bordo e movibilità.

Generalmente non superano 2 metri di altezza per 5 di lunghezza. Spazi che ti consentono di adattare l’allestimento interno in funzione delle tue esigenze senza dover rinunciare a troppi comfort.

Con una camperizzazione ben ponderata, come quella che abbiamo realizzato per il nostro ducato, potrai perfino trovare il posto per il bagno e la doccia.

Alcuni esempi: Volkswagen California e Transporter (T1, T2, T3, T4, T5, T6), Mercedes Vito, Opel Vivaro, Renault Trafic, Peugeot Expert, Citroen Jumpy, Ford Tourneo, Ford transit e Fiat ducato passo corto o medio e tetto basso.

Per i furgoni compatti vale quanto già osservato sul tetto a soffietto per i furgoni ultracompatti.

Il furgone di grandi dimensioni (large van)

Se desideri un veicolo agile senza rinunciare a nessun comfort, la scelta giusta per te è un furgone grande.

I furgoni di grandi dimensioni (o large van) sono perfetti per la vanlife. Puoi viverci dentro e girarci il mondo. L’altezza infatti permette di starci in piedi comodamente.

Se vuoi preservare la manovrabilità scegli un veicolo non più lungo di 6 metri.

Tra i più comuni e apprezzati: Fiat 242 e Ducato (e versioni Renault, Citroën, Peugeot e Dodge), Iveco Daily, Ford Transit, Mercedes Sprinter, Volswagen Crafter, Renault Master.

Il camper

Proprio così, il camper.

Mi riferisco alla ricamperizzazione di un camper.

La possibilità di camperizzazione fai-da-te non si applica solo ad auto e autocarri, che in Italia devono per legge avere un’allestimento completamente amovibile, ma anche ai camper.

Se hai un mezzo omologato camper infatti, puoi ridisegnarne completamente gli interni, inserendo solo ciò che ti serve, ciò che ti piace e come lo preferisci. Mica poco no!

Quanto costa installare un tetto a soffietto?

Se la tua scelta è ricaduta su un minivan - ma puoi farlo anche per incrementare l’altezza a tua disposizione nei furgoni - e non vuoi rinunciare alla comodità di stare in piedi, potresti far installare un tetto a soffietto.

Ma quanto costa installare un tetto a soffietto?

Il budget necessario per installare un tetto a soffietto è di circa 3.000€

Dove trovare il mezzo da camperizzare

Le automobili sono poco adatte alle camperizzazioni pesanti e la camperizzazione di bus, camion e altri mezzi pesanti è molto rara in Europa.

Per questo, mentre il resto dell’articolo si riferisce anche alle auto e ai mezzi pesanti, questa sezione della guida che tratta la scelta del modello si concentrerà su minivan e furgoni, che più si prestano alla camperizzazione.

Nella prima parte verranno dati dei consigli generali, si passerà poi ad una guida sull’usato e infine si analizzeranno le migliori soluzioni oggi sul mercato.

Il vecchio furgone del papà, del nonno, dell’amico

Se hai a disposizione un budget ridotto, se non vuoi investire molto o se non sei ancora certo che la vita on the road faccia per te, ti consiglio di usare ciò che hai.

Il nonno ha un Fiorino che non mette in moto da 20 anni? Un amico tiene in un campo un vecchio Transit con il pianale mangiato dalla ruggine? Quello è il mezzo giusto!

Una storia vera

Era una fresca giornata primaverile e avevamo passato la mattinata in quel di Pinerolo.

Poco prima che le lancette segnassero le 12 ci eravamo diretti, con una piccola deviazione. verso casa di Luca, il compagno della madre di mia moglie.

Tra una forchettata di filetto di salmone e l’altra, condito con un buon brandy invecchiato da 80 anni, i miei occhi si spostarono dal maestoso glicine che aveva ormai avvolto completamente la struttura in ferro di un vecchio ombrellone, spoglia da anni dei suoi ultimi brandelli di tela, al Fiat Ducato del ‘95 abbandonato in fondo alla proprietà.

Il Ducato ancora a casa di Luca
Il Ducato ancora a casa di Luca

Il pianale era corroso, la marmitta mancante, il motore girava a 3, battendo in testa e fumando. I giunti dei semiassi rotti. Quello dal lato del guidatore aveva perso tutti i cuscinetti, per questo il furgone pendeva sul lato sinistro, e ad ogni movimento strideva come se gridasse di dolore. Braccetti dello sterzo parzialmente piegati, pompa idroguida fuori uso e quella dell’acqua con copiose perdite, trombe mute e tanti altri piccoli e grandi problemi sotto una coltre nera simile a catrame che avvolgeva quel motore con oltre 500.000 kilometri.

Ricordo di aver chiesto più volte a Luca di permettermi di aiutarlo. Ma per un motivo o per l’altro non riuscii mai a mettere le mani su quel mezzo, che tanto desideravo sistemare, finché fu suo.

Posai la forchetta

“Il furgone lo vendi?”

“Pensavo di darlo ad uno zingaro che conosco per 500 euro”

“ma no! Te lo compro io. È fighissimo. Lo camperizziamo e ci andiamo in giro per l’Europa”

Erano 13 anni che desideravo il mio van personale.

Avevo viaggiato in camper, in auto e in roulotte guardando con profonda ammirazione i vecchi furgoni fumanti dei tedeschi in vacanza. Transporter, Ducato, UAZ e altri mezzi militari russi e tedeschi. Antichi splendidi gioielli.

Ed erano proprio quei mezzi l’argomento principale delle nostre vacanze.

Mia moglie non ne poteva più. Non lo voglio più il camper. Il camper è grosso, va piano, non passa sotto le sbarre, ha le limitazioni e ci sono i divieti. Guarda, loro con il trasporter a 160km orari e noi a 115 con l’accelleratore a tavoletta. Guarda con il furgone come scendono sicuri in quella baia. Se avessimo avuto un van non saremo qui incastrati. Non voglio la roulotte, perché l’abbiamo presa? Io volevo il van. Quando torniamo a casa compriamo il furgone!.

Le estati trascorrevano e noi passavamo i giorni a progettare l’allestimento del nostro futuro van, a dimensionarne l’impianto elettrico, a stabilire ciò che era utile portare e ciò che era di troppo. Utilizzavamo checklist mnemoniche e processi di eliminzazione mentale.

Ma torniamo a quel pomeriggio di primavera.

Il furgone era li. Arrugginito, basso e cattivo. Era perfetto. Ed era fermo e inutilizzato.

“Davvero, te lo compro io!” feci di nuovo.

“Ale io te lo darei con piacere ma perde olio da tutte le parti. Ha davvero un mucchio di problemi”

“Lo aggiusto senza problemi. Se non ci riesco gli tolgo il motore e gliene metto un altro. Sono un paio di giorni di lavoro”

E fu così che in due giorni...
E fu così che in due giorni...

Oggi, dopo 5000 euro di materiale, 2 furgoni, un camper e un’ambulanza cannibalizzati, 60 giorni e diverse notti passate a lavorare con mia moglie su quel mezzo - smontandolo e rimontandolo - è diventato il nostro amatissimo van.

Adesso parte al primo giro di chiave. Ha un pannello solare per scaldare l’acqua e l’aria e un impianto fotovoltaico da 360 watt che ci permette di passare otto ore al giorno con due computer accesi. Durante il giorno ascoltiamo la musica e la sera guardiamo film e giochiamo al supernintendo o alla playstation 3. Alimenta un frigo con vano congelatore, carica 3 cellulari, un tablet, una reflex e un drone.

Il nostro van
Il nostro van

Come abbiamo fatto? Con tanta voglia di imparare. Tentando, sbagliando, correggendoci, migliorando.

Se ancora non ti ho convinto - o se proprio non hai trovato nessun mezzo in disuso – hai due opzioni:

  1. comprare un furgone usato,
  2. comprare un furgone nuovo

Comprare un furgone usato

Per trovare il mezzo più adatto a te puoi cercarlo sui siti internet che vendono furgoni usati (come AutoScout24 e ReezoCar), selezionando marca, modello, anno di immatricolazione e chilometri percorsi.

Ti consiglio di estendere la tua ricerca in tutta Europa. Le migliori offerte sull’usato le trovi in Germania, Belgio e Olanda. Se non sei pratico di reimmatricolazione di mezzi esteri puoi rivolgerti ad un’agenzia pratiche auto, che eseguirà l’operazione per un prezzo generalmente inferiore ai 1000 euro.

In merito ai kilometri percorsi, tieni in considerazione che sebbene la sottrazione di km sia una pratica illegale, a volte i veicoli venduti dai professionisti hanno il kilometraggio abbassato.

Una volta che hai trovato un mezzo che ti interessa puoi controllarne le dimensioni - altezza, lunghezza e larghezza - da internet utilizzando le schede tecniche relative (ad esempio: Scheda tecnica Fiat Ducato).

Se non sei pratico di motori o qualcosa non ti convince non esitare a richiedere un’ispezione approfondita ad un’autofficina.

Comprare un furgone nuovo

Se per te i soldi non sono un problema o se desideri assolutamente un mezzo nuovo, puoi trovare delle idee in questa sezione. Ho stilato una classifica di quelli che ritengo i migliori modelli di furgoni e mini-van che è possibile acquistare oggi in Italia e che meglio si prestano alla camperizzazione.

Ho scelto mezzi che presentassero uno spazio non eccessivamente sacrificato, con una configurazione interna facile da modificare e finestrini posteriori che permettano di godere del panorama.

Volkswagen Transporter

Volkswagen Transporter
Volkswagen Transporter

Il Volkswagen Transporter è il più celebre dei van da camperizzare. La casa madre lo utilizza come base per il Westfalia T6 Ocean e Beach.

Il modello base del Volkswagen Transporter è disponibile in tre versioni differenti: Kombi (classico), Business (più lussuoso e accessoriato), Rockton (con trazione integrale 4MOTION, blocco differenziale meccanico e assetto rialzato). Prezzi dai 25.000 ai 40.000 euro.

Ottima scelta per chi cerca un mezzo compatto, affidabile e con moltissimi accessori compatibili (portabici, gancio traino, veranda).

Volkswagen Caddy

Volkswagen Caddy
Volkswagen Caddy

Van ultacompatto Caddy, presente in 7 modelli. Si presta bene alla camperizzazione fai da te, anche se le dimensioni sono nettamente inferiori a quelle del Transporter. I prezzi sono simili a quelli del Transporter

Ford Turneo Custom

Ford Turneo Custom
Ford Turneo Custom

Il Ford Turneo Custom offre una vasta possibilità di configuazione dei sedili e da la possibilità di optare per un sistema a clic che ne rende semplicissima e veloce la rimozione. I prezzi vanno dai 21.000 ai 30.000 euro.

Opel Vivaro

Opel Vivaro
Opel Vivaro

Come affermato dalla casa madre, il Vivaro è probabilmente il van più versatile di sempre. Di media grandezza, ha una capacità di carico che può raggiungere i 4.000 litri e 9 posti a sedere divisi in tre file. I prezzi sono attorno ai 30.000 euro.

Fiat Ducato

Fiat Ducato
Fiat Ducato

Considerato in tutto il mondo come il mezzo perfetto per gli allestimenti (per la dodicesima volta si è aggiudicato il titolo di miglior base per camper) è la scelta ideale per chi cerca un van che consenta di stare in piedi senza bisogno di ricorrere al tetto a soffietto. Le configurazioni, gli interni, i motori e gli optional sono molteplici e adatti davvero ad ogni esigenza. Il prezzo dai 30.000 euro in su. Particolarmente degna di nota la versione 4×4.

Quanto costa camperizzare un furgone: il budget

Prevedere in modo dettagliato il costo di una camperizzare per furgone fai da te non è cosa possibile. Possiamo però elaborare un preventivo di massima.

Puoi realizzare una camperizzazione semplice ed essenziale con una spesa di circa 1.000 €.

Se preferisci un allestimento più completo e sei particolarmente pratico di bricolage, il budget potrebbe aggirarsi attorno ai a 3.500 €.

Per interni più elaborati e lussuosi la spesa può superare i 10.000 €.

Per la conversione del nostro van abbiamo speso circa 5.000 euro.

Tutto dipende dalla disponibilità dei materiali, da cosa hai già in casa, da cosa trovi in vendita e a che prezzo. Quindi potrai realizzare un allestimento simile al nostro spendendo di più o di meno.

Le nostre ore di lavoro chiaramente non sono conteggiate nella stima dei costi.

Il miglior modo di procedere, per riuscire a mantenere le spese attorno alle stime senza brutte sorprese, è partire dal budget massimo che hai a disposizione scegliendo la soluzione migliore per tue possibilità economiche e temporali.

Camperizzare un furgone: 8 step per la van-conversion

1. Aperture: Finestre per camper e Ventilazione

Stai pensando di installare delle finestre per camper per avere più luminosità e ventilazione?

Considera che – a meno il tuo veicolo non sia omologato camper - ogni apertura nella parte non superiore del veicolo costituisce modifica della struttura del veicolo e pertanto è vietata dalla legge italiana.

Legge o meno, ti sconsiglio di utilizzare delle finestre del tipo utilizzato sulla maggior parte dei camper e roulotte. Mi riferisco alle finestre a scatto apribili verso l’esterno.

È vero, lasciano entrare più aria di quelle scorrevoli – che si aprono solo parzialmente – però c’è sempre il rischio di dimenticarne qualcuna aperta quando riparti, con conseguente rottura quasi certa e pericolo per gli altri.

Tieni presente che in quasi tutti i paesi europei il campeggio libero è sostanzialmente vietato, e aprire quel tipo di finestra rientra nel praticare il campeggio libero. Questo non vale per le finestre scorrevoli che, anche da aperte non fuoriescono dall’ingombro del mezzo.

Campeggio libero
Campeggio libero

Alcune aziende realizzano vetri su misura con sistema di apertura verso l’esterno per le porte sul retro. Anche in questo caso si tratta di eccedere dalla dimensioni del veicolo, ma se sul retro del van avete montato un porta biciclette è molto difficile che vi contestino – o anche solo che riescano a notare – dei vetri sollevati.

Un paio di biciclette coperte da un telo ti permetteranno di occultare le finestre aperte.

Il mio consiglio è di limitarti alla sostituzione dei due vetri posteriori con due vetri apribili e della portiera laterale con una con un vetro scorrevole, nel caso non ne sia già provvista, in modo da rimanere nella piena legalità e sicurezza.

Per quanto riguarda il tetto del veicolo invece la legislazione italiana sembrerebbe consentire le aperture anche in caso di veicoli differenti dai camper, sempre che non eccedano le dimensioni massime consentite. Un ottima soluzione è l’applicazione di un oblò apribile quadrato o rettangolare.

Visto che non potrai aprire nuove aperture sui lati ti consiglio di acquistare un maxi-oblo, il più grande che trovi in base allo spazio che hai a disposizione sul tetto, tenendo conto di eventuali pannelli fotovoltaici e solari che vorrai poter installare. Il prezzo di un maxi oblò varia dai 500 ai 750 euro.

Se comunque la quantità di luce e aria non ti basta esiste sempre la possibilità del tetto a soffietto e quella del tetto rialzabile (utilizzata in molte roulotte).

Se non sono riuscito a scoraggiarti e nonostante le normative decidi di tagliare la carrozzeria prendi le dimensioni precise della finestra comprensiva di guarnizione. Il taglio deve essere il più dritto e preciso possibile, senza lasciare troppo spazio ma nemmeno troppo poco. Una volta effettuato il corpo della finestra va incastrato assieme alla guarnizione.

In ogni caso presta attenzione a non tagliare le traverse ma limitati alla lamiera sottile, in quanto servono per la sicurezza della struttura del veicolo.

Per correggere eventuali errori nel taglio della carrozzeria puoi usare dello stucco metallico, meglio se bi-componente e con certificato di non cancerogeneità.

Una volta asciutto puoi grattarlo con la levigatrice orbitale e verniciarlo. Per la verniciatura puoi usare delle pistole professionali per compressore o la bomboletta. Tieniti ad una distanza di circa 35/40 cm dalla carrozzeria ed effettua spruzzare ad intermittenza e con un movimento regolare e sempre uguale, senza passare più volte di seguito sullo stesso punto per evitare colature.

Riverniciatura portellone dopo l'installazione della finestra scorrevole
Riverniciatura portellone dopo l'installazione della finestra scorrevole

Sigillatura delle aperture

Durante il montaggio delle finestre, assicurati di sigillare bene le guarnizioni utilizzando del silicone nero che puoi trovare nei centri edilizi o per professionisti, o meglio ancora un apposito silicone per camper come il Sikaflex.

Disponi un filo di mastice attorno a tutta la finestra e, dopo aver indossato un guanto di lattice sottile, appiattiscilo con il pollice senza interruzioni. Non ripassarci sopra una seconda volta altrimenti andrai a creare grumi e imperfezioni.

2. Isolamento Termico

Siamo arrivati al momento della coibentazione del furgone camperizzato.

Una volta che hai la struttura finale del mezzo, ossia che hai effettuato eventuali aperture con oblò e finestre, puoi passare all’isolamento termico.

Coibentare il tuo van è l’unico modo per mantenerne la temperatura interna vivibile anche d’inverno e d’estate.

Anche se fuori fa fresco, un mezzo lasciato al sole può raggiungere in poco tempo i 30 gradi. Al contrario durante la notte, specialmente in montagna e in inverno, le temperature scendono moltissimo.

Se vuoi star fresco d’estate e non soffrire il freddo d’inverno dovrai coibentarne la massima superfice possibile.

Lo scopo dell’isolamento di un furgone camperizzato è quindi quello di limitare gli eccessi di temperatura riducendo il flusso termico tra l’esterno e l’interno del veicolo d’estate e la dispersione di calore dall’abitacolo in inverno.

Se invece il mezzo che vuoi camperizzare è una macchina, potresti preferire saltare questo passaggio, sia perché il tempo che trascorrerai nel veicolo sarà necessariamente poco, sia perché per coibentarla dovresti eliminarne e sostituire tappezzeria interna e cielo (il tessuto attaccato al tetto del veicolo) con un operazione irreversibile.

Inoltre la coibentazione è molto più importante per i furgoni che per le auto, essendo questi normalmente destinati al trasporto merci e quindi non isolati.

Rimozione di tutti i pannelli interni del furgone prima di cominciare la coibentazione
Rimozione di tutti i pannelli interni del furgone prima di cominciare la coibentazione

Che materiali usare per la coibentazione del furgone camperizzato

I materiali adatti alla coibentazione di furgoni camperizzati sono tanti, con prezzi, caratteristiche ed efficacia differente.

La scelta dei materiali coibentanti per l’isolamento termico del furgone è un argomento abbastanza delicato.

Tra i materiali più usati e consigliati da chi coibenta mezzi - anche professionalmente - ci sono:

  1. la lana di roccia
  2. la lana di vetro
  3. i pannelli di polistirene espanso (EPS o volgarmente polistirolo)
  4. i pannelli di polistirene espanso estruso (XPS)
  5. gli isolanti naturali, come la lana di pecora e il sughero
  • Lana di roccia

La lana di roccia è un isolante termico ad alte prestazioni che costa poco, ma io ti consiglio di evitarla. E’ un sospetto cancerogeno per la possibile presenza di amianto, il che ne rende anche costoso lo smaltimento a fine vita. Inoltre è molto sensibile all’umidità e alle vibrazioni, con la tendenza alla compressione.

  • Lana di vetro

Come la lana di roccia ha alte prestazioni e un basso costo, ma ti consiglio di scartare anche questa opzione. Al momento non esistono studi che ne evidenziano la pericolosità, però questo materiale rilascia particelle irritanti per la la pelle - punge ed è pruriginosa - e la respirazione, che si spargono per l’ambiente. Come la lana di roccia inoltre, anche la lana di vetro è sensibile all’umidità e alle vibrazioni.

A meno di non applicarla completamente imbardati e mascherati sovrapponendogli immediatamente dopo uno strato di schiuma poliuretanica per isolarla perfettamente dall’abitacolo: è la stessa procedura che si usa per isolare i sottotetti.

  • Pannelli di polistirene espanso (EPS) e pannelli di polistirene espanso estruso (XPS)

Sono probabilmente le scelte migliori per l’isolamento di un furgone camperizzato.

Hanno alte proprietà isolanti, la rigidità ne limita infiltrazioni e umidità, sono facili da lavorare, non rilasciano nell’ambiente particelle pericolose o irritanti e quando hanno finito di servire possono essere smaltiti senza problemi.

Il maggiore inconveniente è un maggior prezzo rispetto alla lana di roccia e alla lana di vetro (soprattutto l’XPS).

Esistono poi degli isolanti naturali come lana di pecora e i pannelli di sughero espanso. Sconsiglio però anche questi materiali.

La lana di pecora perché ha un alto costo, è un allergene che alla lunga può dare fastidio anche a chi non ha mai presentato intolleranza, assume velocemente un cattivo odore e per la sua collocazione nella coibentazione del mezzo non può essere lavata.

I pannelli di sughero hanno invece il grande inconveniente di trattenere l’umidità, creando possibile condensa con conseguente ruggine.

Altri materiali

  • Il legno

Un materiale naturale che invece ti consiglio di usare per la coibentazione e l’allestimento del tuo furgone è il legno.

Con legno mi riferisco al vero legno naturale e al compensato (questo non per le strutture). Da scartare nel modo più assoluto il truciolato e i pannelli di cartone pressato. Non farti attrarre dai prezzi bassi: sono materiali scadenti che marciscono in brevissimo tempo.

È importante scegliere un legno leggero, malleabile e che non si scheggia facilmente. Se non hai particolari esigenze del semplice abete è più che adatto. lo trovi a buon prezzo in qualsiasi negozio di bricolage.

Se vuoi risparmiare tempo, fatica e denaro, e la salvaguardia dell’ambiente è un tema a te caro, puoi usare degli allestimenti già fatti smontandoli da dei vecchi camper o da roulotte in disuso. Sui siti di usato, nei centri di recupero metalli e nelle autodemolizioni puoi trovare qualsiasi cosa tu possa star cercando per allestire il tuo furgone, a prezzi che non immagineresti.

Capita di vedere camper in stato di abbandono in fondo ai giardini di qualche casa. Spesso basta chiedere ai proprietari. Otterrari prezzi molto convenienti o addirittura te li regaleranno pur che gliene si liberi. Provare per credere.

Nell’acquistare il legno ti consiglio di prendere dei listelli già lisci e non quelli grezzi. Levigarli oltre a portare via tempo e a sporcare ti farà spendere di più in dischi abrasivi.

Spessore dei pannelli di EPS o dei pannelli di XPS

Se come me hai optato per coibentare il tuo furgone camperizzato con pannelli di EPS o XPS il prossimo passo è stabilirne gli spessori.

Non elemosinare sullo spessore dell’isolante. È vero, sottrae spazio. Ma la coibentazione è la prima operazione che effettuerai. Se vorrai tornare indietro e modificarla dovrai smontare tutto e gettar via molto materiale.

Isola ogni parte del veicolo. Sia il vano di carico sia la cabina di guida.

Isolamento con pannelli di EPS
Isolamento con pannelli di EPS

La Pulizia del veicolo

Prima di iniziare la coibentazione è importante effettuare una pulizia approfondita del veicolo.

Svuota completamente l’abitacolo. Rimuovi ogni tipo di rivestimento e se presente la paratia divisoria che lo separa dalla cabina.

Procedi ad un approfondita pulizia generale, utilizzando scopa, scopettino, panni e sgrassatore.

Il trattamento antiruggine

Una volta che il mezzo è pulito puoi procedere alla rimozione dei punti di ruggine.

Se il veicolo presenta ruggine e non effettuerai correttamente questa fase la carrozzeria continuerà a corrodersi e una volta coibentata non sarà più riparabile senza smontare tutto.

Se la carrozzeria presenta dei punti di corrosione marrone o la vernice ha formato delle vistose bolle significa che in quel punto il mezzo è arrugginito.

Utilizza una spazzola con setole in ferro per una prima pulizia. Strofina i punti arrugginiti con vigore.

A questo punto puoi utilizzare una smerigliatrice angolare (volgarmente flessibile) un disco abrasivo – sono quelli più spessi – e, dopo aver indossato maschera per gli occhi, mascherina per le polveri e abbigliamento con maniche e pantaloni lunghi, procedere a abradere via tutta la parte intaccata dalla ruggine.

Assicurati che sul flessibile sia montato il riparo per le schegge e controlla in che direzione vengono espulse. Cerca di evitare che parti di metallo rovente ti finiscano nelle braccia, sulla faccia o peggio negli occhi. Accertati che nessuna persona o animale possa avvicinarsi al tuo raggio di lavoro mentre lo utilizzi.

Trattamento antiruggine
Trattamento antiruggine

È un’operazione difficile ma con un po’ di pratica si riducono al minimo le schegge nella propria direzione.

Meglio svolgere questo lavoro in un posto fresco.

Se non vuoi usare il flessibile dopo aver grattato i punti di ruggine con la spazzola di metallo cospargili con aceto e lascialo agire per una giornata. Se fa caldo e si asciuga continua a versarne in modo da mantenere le zone interessate bagnate.

Il giorno dopo getta piccole dosi di bicarbonato sull’aceto con un cucchiano, procedendo lentamente, fino a che non smette di fare reazione. A questo punto si sarà creata una pasta di un colore bianco sporco. Strofinala bene sulla ruggine rimasta con uno spazzolino e lasciala agire. Una volta secca gratta a fondo il metallo in modo da rimuovere ogni deposito.

Riempi un contenitore di convertitore per la ruggine (ad esempio Ferox) e con un pennello copri tutta la zona trattata. Una volta asciutto puoi procedere alla verniciatura finale.

Verniciatura finale
Verniciatura finale

Questo trattamento funziona solo se la ruggine è interna all’abitacolo e non è passante - cioè se non ha oltrepassato la lamiera intaccandola su entrambe le facce. In caso contrario per poter bloccarne l’azione è necessario procedere con il flessibile.

Una volta rimossa tutta la ruggine è possibile che si siano creati diversi buchi.

Puoi procedere ad apportare nuova lamiera in due modi, o attraverso la saldatura o attraverso l’incollaggio.

Con la saldatura ottieni i risultati migliori. Se sei capace e hai a disposizione un luogo dove saldare in sicurezza senza costituire pericolo per te, altre persone e animali, ti consiglio di scegliere questa soluzione. Con un po di attenzione potrai ripristinare la carrozzeria esattamente com’era in origine, senza nessuna differenza.

Se utilizzi degli elettrodi rutilici con una saldatrice ad arco elettrico e non sei un esperto saldatore, ti accorgerai subito che la lamiera si fora velocemente. Il trucco è scegliere una lamiera di apporto non troppo sottile e utilizzare elettrodi sottili (non superiori a 1,5) e un voltaggio il più basso possibile ma sufficiente per far scoccare e mantenere l’arco elettrico. Procedi velocemente senza soffermarti. Se hai sbagliato un punto ripassalo solo una volta che si è raffreddato.

Tieni l’elettrodo con un angolo di 45 gradi e a una distanza di 1 o 2 millimetri rispetto alle parti da saldare. Attento perchè se ti allontani troppo il metallo fuso schizzera tutto intorno.

Se invece hai tuo mezzo a benzina, GPL o metano, se ti trovi vicino a materiali esplosivi o infiammabili, se non sei capace o non hai voglia di rimuovere il serbatoio del mezzo e di isolare completamente gli interni per evitare che vengano rovinati dalla saldatura o se semplicemente non vuoi saldare puoi optare per l’incollaggio della lamiera.

Lamiere pronte per l'incollaggio
Lamiere pronte per l'incollaggio

Una volta tagliate le lamiere con il flessibile conferendogli una forma adatta alla parte da ricostruire puoi incollarla al punto in cui manca con del mastice apposito per il metallo. Per il taglio utilizza un disco sottile per il taglio del ferro.

Una volta asciutta leviga il tutto, applica dello stucco per carrozzeria e rifinisci con la levigatrice. Ti consiglio una levigatrice orbitale classica di piccole dimensioni a velocità regolabile.

Coibentazione del soffitto e delle pareti laterali

Se inizi la procedura di coibentazione dal soffitto e dalle pareti laterali potrai lavorare camminando sul pavimento senza rovinare nulla.

I furgoni hanno delle traverse che servono a sostenere la carrozzeria. Rispetto alla semplice carrozzeria le riconosci perchè fuoriescono verso l’abitacolo. Spesso sono forate. Per isolarle termicamente dovrai riempirle di schiuma poliuretanica.

Le traverse del van: non tagliare qui!
Le traverse del van: non tagliare qui!

La schiuma di poliuretano espanso è un ottimo isolante venduto in bombolette spray.

Quando si spruzza è allo stato liquido e si dilata raggiungendo volumi doppi rispetto alla sua massa iniziale. Aderisce ad ogni tipo di supporto fungendo anche da collante.

È molto adatto alle zone difficili da raggiungere e a riempire fessure e fori.

Fai attenzione quando la maneggi. Come molti materiali che utilizzati nella coibentazione è un sospetto cancerogeno: copriti bene bene e utilizzare una maschera con filtri adeguati. Inoltre è un materiale che sporca molto ed è difficile da rimuovere, specialmente se fresca. Utilizza sempre i guanti e copri la zona di lavoro con del telo in plascita.

Se per il soffitto utilizzi dei pannelli di XPS o EPS, ti consiglio di scegliere come spessore lo stesso spessore delle traverse. In questo modo non riduci l’altezza dell’abitacolo, utilizzando e utilizzi uno spazio altrimenti difficile da sfruttare.

Sagoma i pannelli e incastrali nelle pareti. Utilizza la schiuma poliuretanica per sigillare eventuali errori e imperfezioni.

Per mantenere il pannello in posizione mentre la schiuma asciuga puoi puntellarlo con dei listelli. Questo procedimento potrà sembrarti un po’ macchinoso ma è l’unico modo di non fare errori. Farai molta meno fatica se chiedi aiuto ad un’altra persona, soprattutto quando lavorerari in alto sopra la testa.

Isolamento con pannelli e schiuma poliuretanica
Isolamento con pannelli e schiuma poliuretanica

Coibentazione del pavimento e della paratia

Se il tuo mezzo ha il tetto alto e ti consente di stare comodamente in piedi ti consiglio di scegliere per il pavimento del polistirolo di almeno 4 cm di spessore. Altrimenti, se il tetto è molto basso e non hai altre possibilità scegli dei pannelli da 2 cm con maggiori proprietà isolanti.

I pannelli più diffusi nei centri edilizi sono in formato 100 cm x 50 cm. Ti consiglio di tagliarli in blocchi da 50 cm x 50 cm usando una riga, una squadra, un taglierino affilato e un pennarello indelebile. Da ogni pannello verranno quindi fuori due blocchi.

Costruisci una griglia di legno con spazzi di 50 cm x 50 cm, utilizzando dei listelli dello stesso spessore di quello dei blocchi che abbia un contorno che tocchi tutte le pareti furgone. All’interno degli spazi andrai ad inserire i blocchi tagliati. La griglia serve a rendere il pavimento stabile e calpestabile una volta montato, riducendo al minimo i rischi di sfondamento.

Per tagliare i listelli utilizza una troncatrice con una lama circolare per legno, più la lama e sottile e i dentini sono piccoli, meno rovinerà il legno. Se ti accorgi che tagliando scheggi il legno procedi al taglio più lentamente.

Prendi le misure interne del furgone ma procedi ad assemblare la griglia all’esterno, meglio se su una superficie liscia, regolare e pulita.

Disponi i legni a terra dove dovranno esseri uniti, metti del vinavil e uniscili subito con delle viti. Prima di avvitare fai un foro con il trapano utilizzando una punta da legno di un diametro inferiore a quello delle viti, in questo modo eviti che la vite nel venire inserita nel legno vada a spezzarlo.

Ti consiglio anche di creare l’imbocco per la vite: con una punta da legno del diametro della testa della vite (la parte più larga) fai un foro di circa 5mm, così la vite entrerà completamente nel legno.

Posiziona la griglia all’interno del veicolo e incastra i blocchi. Se tra questi e il legno rimangono delle fessure riempile di schiuma poliuretanica. Una volta asciutta taglia l’eccedenza con un taglierino. Non sottovalutare questo passaggio: non hai idea di quanto delle minuscole aperture possono inficiare l’isolamento.

Coibentazione del pavimento con pannelli di polistirolo
Coibentazione del pavimento con pannelli di polistirolo

Più spesso - come nel mio caso - la forma della cellula e dei passaruota impedisce di usare solo blocchi di 50 cm x 50 cm. Se dovrai realizzare blocchi di dimensioni differenti, per ricordarti come vanno disposti puoi numerarli e fotografarne la disposizione.

La griglia in legno, una volta completata con i pannelli e coperta con la pavimentazione rimarrà fissa a terra. Se vuoi puoi ancorarla alla carrozzeria utilizzando delle lunghe viti autofilettanti che vincoleranno il legno della griglia al ferro del furgone. Se lo fai presta massima attenzione a ciò che vai a forare.

Io ti consiglio è di evitare questo passaggio, sia perché è inutile, sia perché se non ancori il pavimento rimarrà tutto amovibile e senza modifiche permanenti.

Se l’abitacolo del furgone è separato dalla cabina attraverso una paratia (è il caso dei furgoni omologati autocarro più datati) puoi utilizzare lo stesso procedimento che hai utilizzato per il paviento, cioè una griglia in legno con blocchi realizzati dai pannelli.

Pavimentazione van
Pavimentazione van

Coibentazione delle Portiere

Per una massima efficienza della coibentazione dovrai procedere anche all’isolamento dei pannelli delle portiere.

Smontarli è semplice, basta svitare le viti che ancorano i pannelli con la tapezzeria. Se al posto delle viti ci sono dei rivetti utilizza una punta da ferro resistente grande quanto il centro del filetto per forarlo. Non andare troppo a fondo, bastano pochi millimetri per far saltare il filetto.

Spesso il pannello è mantenuto in posizione da degli appositi pulsoir in plastica. In tal caso dovrai andarci molto piano tirando il pannello da punti sempre diversi e distanziati, cercando di scostarlo di volta in volta per intravedere la posizione dei pulsoir. È un procedimento più facile a farsi che a dirsi. Se non viene via facilmente puoi aiutarti facendo pressione dove è trattenuto dai pulsoir con un grosso cacciavite a taglio

Quasi certamente una volta che avrai smontato il pannello troverai all’interno delle portiere un velo di plastica: cerca di sollevarlo e scostarlo senza danneggiarlo. Tieni presente che quando rimonterai la portiera dovrai riposizionare il velo incollandolo con dello scotch: puoi usare quello largo marrone da pacchi.

Spostato il velo in plastica potresti trovare già dell’isolante: lana di roccia, lana di pecora o materiali isolanti industriali compatti. In tali casi valuta se la coibentazione è sufficiente. Se ritieni che non lo sia e pensi di riuscire a procedere con attenzione senza danneggiare nulla puoi migliorarne decisamente l’isolamento termico e acustico.

Trattandosi delle portiere posteriori di un furgone e di quella laterale, quindi sprovviste di finestrini a scorrimento verso il basso, non dovrebbero essere presenti all’interno della portiera leveraggi per i finestrini. Sono invece certamente presenti quelli della maniglia con chiavistello con i vari collegamenti.

Una volta che hai una visione completa di quanto è presente nella portiera entra nel furgone e chiedi a qualcuno di aprire e chiudere la portiera di girare la chiave e di abbassare e alzare la sicura. Osserva tutti i movimenti delle meccaniche, in special modo delle barre di collegamento. Prendine nota. Potrebbero esseci dei collegamenti elettrici - sicuramente presenti nelle portiere posteriori -.

Una volta che hai un quadro fisso di tutte le parti usa un taglierino per sagomare dei pezzi di gommapiuma in modo che apertura, chiusura e scorrimento delle barre rimangano assicurati e protetti.

Fai passare eventuali fili elettrici in un corrugato nero. Lo trovi nei negozi di materiale elettrico o di edilizia.

Proteggi le parti terminali dei fili elettrici con della gommapiuma sagomata come già fatto in precedenza per le maniglie e i leveraggi.

A questo punto, accertandoti che tutto funzioni puoi inserire all’interno della portiera del polistirolo del suo stesso spessore bloccandolo e riempiendo tutte le fessure con schiuma poliuretanica.

Terminato questo processo verifica che tutto funzioni ancora e richiudi le portiere. Procedi a rimontare i pannelli all’inverso di come gli hai smontati.

Nel caso di poussoir in plastica se i pannelli che hai rimosso non si sono rovinati puoi provare a rimettere i pulsoir originali. Oppure puoi metterne di nuovi. Se i pannelli si sono danneggiati dovrai ordinarne di nuovi o costruirteli.

Rivestimento con isolante termoriflettente multistrato

Realizzato il primo e più importante strato di materiale isolante su pavimento, soffitto e pareti, dovrai sovrapporre al tutto uno strato di isolante termoriflettente multistrato di rivestimento come il Reflectix.

Si tratta di un materiale riflettente di alluminio molto flessibile che si adatta alle forme del furgone camperizzato e si installa molto facilmente attraverso un collante spray.

È piuttosto costoso e non ha grandi proprietà di isolamento acustico, ma se utilizzato assieme a panelli di ESP o XPS ne aumenta notevolmente l’isolamento termico.

Rivestimento finale

Completata la coibentazione si dovrà procedere a rivestire le pareti, il soffitto e il pavimento del furgone camperizzato.

Rivestimento di soffitto, pareti e paratia

Nella scelta del materiale per il rivestimento interno dei furgoni camperizzati – specialmente in Italia – è molto in voga l’utlizzo di lastre di compensato. Allo stesso modo nel resto del mondo - sopratutto nei paesi anglosassoni - si fa largo uso del legno. Si tratta di materiali pesanti e voluminosi, inadatti per una superfice estesa come quella che dobbiamo rivestire.

Qual’è allora il miglior materiale per rivestire l’interno del furgone camperizzato?

Grazie ad un passato da camperista e rulottista, spesso su mezzi vecchi, mi è capitato di dover ricostruire varie parti. Un lavoro abbastanza faticoso che però mi ha permesso di analizzarne bene le caratteristiche costruttive.

E come per i camper e le roulotte a mio avviso non c’è dubbio che il rivestimento ideale per le pareti e il soffitto di un furgone siano i pannelli in cartone pressato (simil radica), opportunamente tagliati e sagomati. Hanno un costo medio di 10 euro ma si trovano anche a meno.

Certo, se dovessimo inavvertitamente sferrare un forte calcio alla parete e impattassimo su una parte che poggia a pannelli di ESP quasi certamente lo sfonderemo. Ma si tratta di un’ipotesi abbastanza improbabile.

Rivestimento delle pareti in pannelli di radica
Rivestimento delle pareti in pannelli di radica

Per il colore e la fantasia la scelta sta a te. Io ho trovato solo pannelli molto scuri color noce. Il difetto peggiore è che rendono l’ambiente molto buio e un po’ opprimente.

La simil-radica è un materiale facile da tagliare e sagomare, è leggera, è sottile e si pulisce con facilità.

Una volta che hai il materiale puoi appoggiarlo alla parete e fissarlo alle traverse (nel caso del soffitto e dei laterali) o alla griglia in legno (nel caso del divisore) con delle viti autofilettanti. Fai attenzione che siano più corte dello spessore delle traverse altrimenti andrai a forare la carrozzeria esterna.

Anche in questo caso è meglio se hai qualcuno che ti aiuta, l’ideale sarebbe essere in tre. Fai reggere il pannello e avvita con l’avvitatore. Completa gli ultimi giri di vite a mano in modo da non affondare troppo la vite nel pannello, altrimenti non lo sosterrà.

Se il pannello deve essere ridotto prendi le misure con il metro, riportatele sul pannello adagiato su dei cavalletti in legno equidistanti - tre sono meglio di due - e taglialo.

Usa le cuffie e una mascherina con i filtri per le polveri.

Per il taglio ti sconsiglio seghetto alternativo, traforo, sega da banco, taglierino o altri strumenti manuali. I risultati migliori si ottengono utilizzando un piccolo flessibile con un disco apposito per il legno. Se è a velocità variabile meglio impostarla al minimo.

Per un lavoro bello e speculare quando rivesti il soffitto posiziona prima i pannelli interi al centro del veicolo e poi quelli ridotti ai lati.

Posizionare i pannelli interi al centro
Posizionare i pannelli interi al centro
Pavimentazione

I camper, le roulotte e i furgoni attrezzati utilizzano piastrelle in plastica o vinile autoadesive. Io la trovo una scelta volta al risparmio e basta. E lo stesso vale per i parquet in pressato.

Per un risultato migliore e che duri nel tempo puoi ultizzare del parquet vero o dei blocchi di legno ad incastro. È facile trovare dei parquet di fine serie a prezzi molto convenienti. Spesso non bastano per pavimentare una casa ma sono più che sufficienti per un furgone.

Lo stesso dicasi per i listelloni in legno ad incastro. Io non ho trovato il parquet e ho scelto questi che mi sono parsi molto belli. Sconsiglio di comprare quelli di seconda scelta, perchè sono bucati, rovinati e irregolari.

Listelli in legno ad incastro
Listelli in legno ad incastro

Una volta acquistati, tagliati su misura con la troncatrice e incastrati possono essere avvitati alla griglia dell pavimento. Con una matita a punta fine puoi tracciare delle righe che segnano la disposizione della griglia (una volta coperta non sarà più visibile).

Per un lavoro resistente e esteticamente bello abbonda con le viti, posizionandole in modo speculare ed equidistante. Ricordati di bucare sempre prima con il trapano per non spezzare il legno e di scegliere viti di lunghezza appropriata. Se hai scelto un legno morbido come l’abete e stai utilizzando delle viti dalla testa piccola, puoi avvitare fino a fare sprofondare la vite sotto il filo del legno senza necessità di creare l’imbocco per la testa della vite.

È vero, utilizzare del vero parquet o del legno spesso per la pavimentazione del furgone camperizzato significa diminuire di un po’ l’altezza del furgone (ma la differenza con il compensato è minima, circa 1 cm) e incrementarne un po il peso. Tieni conto però che si tratta del pavimento. Cioè di una superficie molto limitata ed esposta a peso e colpi. Non è bello camminare su un piano eccessivamente fragile.

Coibentazione delle finestre e oscuranti

Una volta che la carrozzeria del tuo mezzo è completamente coibentata vanno eliminati i ponti di calore residui, cioè quelle parti che continuano a causare lo scambio di calore, provocando la dispersione di calore in inverno e il surriscaldamento in estate.

Il principali ponti di calore del furgone camperizzato sono i vetri. Difficilmente infatti le auto e gli autocarri utilizzano vetricamera.

Per bloccare il flusso di calore si utilizzano gli oscuranti. Ti consiglio di scegliere degli oscuranti riflettenti, spessi e di un materiale dal forte potere coibentante.

Oltre ad aumentarne l’isolamento, realizzare delle tendine e montare degli oscuranti per il tuo furgone camperizzato conferirà all’ambiente una maggiore privacy.

Per il nostro Fiat Ducato abbiamo realizzato delle tendine scegliendo un tessuto chiaro, in modo da non bloccare la luce ma al contempo schermare l’interno del furgone dagli sguardi indiscreti.

Le nostre tendine sui vetri del portellone posteriore
Le nostre tendine sui vetri del portellone posteriore

Dietro alle tende, abbiamo quindi montato dei classici oscuranti per camper a scorrimento, che ci consentono di oscurare completamente gli l’abitacolo dalla luce proteggendolo maggiormente dalle temperature esterne.

Oscuranti avvolgibili per camper
Oscuranti avvolgibili per camper

Per tutti i vetri della cabina abbiamo invece acquistato degli oscuranti termici e riflettenti per camper. Per ogni veicolo è possibile trovare online i suoi oscuranti specifici. Sconsiglio di acquistare il materiale e crearli da soli. Il costo è maggiore e il risultato finale difficilmente è soddisfacente.

Finitura

Una volta completata la tua camera viaggiante puoi scegliere se applicare alle parti in legno una finitura o se lasciarla così. Chiaramente con una finitura il legno durerà molto di più.

Le opzioni più semplici per la finitura sono due: flatting e impregnante. Il flatting, specialmente se esposto al sole, con il passare del tempo si rovina e fa delle sfoglie, tra l’altro molto dannose per i polmoni. Consiglio di limitarne l’utilizzo solo alle superfici alle quali verrà appoggiato del cibo e di utilizzare per tutto il resto un impregnante ad acqua. Se vi piace il colore del legno che avete utilizzato prendetene uno dalla colorazione neutra, altrimenti ne esistono colorati, in ogni tonalità di legno.

Una nota: non sempre ciò che costa poco è brutto o scadente. Man mano che camperizzavo il furgone mandavo le foto ad una cara amica che vive in Ecuador, che quando vide che era stato utilizzato abete per gli interni si stupì molto in quanto li si tratta di un legno lussuoso e molto costoso. Probabilmente perché in America non hanno le foreste di abete europee.

Allestimento del furgone: il mobilio

Da questa sezione inizia la vera e propria conversione del furgone.

È arrivato il momento di pensare all’arredamento della tua stanza viaggiante (mi piace proprio vedere i furgoni camperizzati in questo modo!) Cioè a tipologia e disposizione di letto, cucina, eventuale bagno e agli altri mobili.

Infine, soprattutto se come me non utilizzerai il mezzo solo saltuariamente ma conti di viverci parecchi mesi all’anno attraversando intere nazioni e magari continenti, dovrai realizzare gli impianti.

Cosa dice la legge italiana

Posso camperizzare Un Furgone?

In Italia non si vedono tanti furgoni camperizzati autonomamente. La causa principale sono le leggi in merito, poco chiare e incomprensibilmente proibitive. E anche la burocrazia ci mette del suo.

I veicoli che vengono camperizzati sono o auto o autocarri. Le auto sono omologate per il trasporto di persone. Gli autocarri per il trasporto di cose. La categoria del veicolo si trova in un campo presente sul libretto di circolazione.

Uno stesso modello può essere immatricolato come auto o come autocarro.

È abbastanza facile riconoscere a quale delle due categorie appartiene un veicolo. Gli autocarri hanno generalmente il vano di carico completamente chiuso e senza finestre ad eccezione dei due vetri posteriori e più raramente di un vetro scorrevole sulla porta laterale. Le automobili sono finestrate e hanno i sedili.

Esistono poi altre categorie come i mezzi promiscui, quelli adibiti al campeggio (i camper), quelli adibiti a spettacoli viaggianti ecc. è molto difficile però che il tuo veicolo rientri in una di queste categorie, per cui ritengo che non abbia senso trattarli in questa guida. Se invece è il tuo caso e hai bisogno di informazioni a riguardo ricorda puoi sempre scrivermi nei commenti!

La legge italiana prevede che non si possa modificare la struttura dei veicoli. Pertanto, se la categoria del tuo furgone è un auto o un autocarro, e non un camper, i mobili non possono essere fissati alla struttura.

Posso camperizzare un autocarro?

Qui sorge un altro problema. Quasi sempre gli autocarri sono mezzi commerciali, acquistati con partita IVA nello svoglimento della propria attività professionale per godere di alcuni vantaggi fiscali.

Su questo tipo di mezzi non solo non è possibile allestire un camper, ma il loro utilizzo è permesso solo ed esclusivamente per trasportare chi lavora in quell’attività e materiale pertinente.

Se vuoi camperizzare un furgone senza incorrere in sanzioni più o meno gravi non devi acquistarlo come mezzo commerciale ma come autocarro ad uso proprio.

Posso trasformare legalmente il mio veicolo in un camper in Italia?

Al momento se le caratteristiche tecniche del veicolo - es. i posti – lo consentono è ancora semplice far variare la categoria di un veicolo da autocarro ad auto e viceversa. Trasformare un autocarro o un auto in camper per il privato invece, nel nostro paese è praticamente impossibile.

Viene da chiedersi a vantaggio di chi se non dei soli costruttori, visto che fissare un carico alla struttura non ne rende certo meno sicuro il trasporto e anzi potrebbe diminuirne il rischio che venga catapultato verso la cabina o verso l’esterno in caso di frenate brusche, incidente o ribaltamento.

Come omologare un furgone camperizzato?

Per omologare il tuo furgone camperizzato in camper puoi procedere in due modi: rivolgerti ad un allestitore professionista - se il veicolo è stato immatricolato da meno di 10 - anni oppure, qualsiasi sia l’età del mezzo, acquistarlo ed omologarlo all’estero e soltanto dopo immatricolarlo in Italia.

Come camperizzare un Furgone a norma

Non essendo possibile trasformare la categoria di un’auto o di un autocarro in camper l’unica opzione per camperizzare un furgone a norma rimane quella di un allestimento rimovibile.

Per strutture rimovibili si intendono strutture smontabili senza l’ausilio di strumenti (neanche un cacciavite). Come fare? Attraverso ganci e giochi di incastro. Io li ho utilizzati entrambi.

Nessun problema quindi se si opta per strutture rimovibili, che a tutti gli effetti sono un carico e nulla più.

Questa è la scelta di coloro che vogliono viaggiare in regola, senza rischiare contestazioni che possono arrivare fino al ritiro della carta di circolazione.

Allestimento a norma

Tutto l’allestimento quindi deve essere rimovibile. Nulla può essere fissato (imbullonato) al telaio.

Soluzioni per una camperizzazione legale

Puoi acquistare un kit di camperizzazione, costruire dei mobili tu stesso se hai un po di esperienza di fai-da-te oppure, come già ti consigliavo, utilizzare dei mobili di recupero, magari opportunamente modificati.

Acquisto di un kit da un allestitore

La prima soluzione è acquistare un kit di camperizzazione amovibile da un allestitore. Cercando su internet, o rivolgendoti presso centri specializzati troverai kit-camper per tutti i gusti e le tasche, in ogni stile, dimensione, funzionalità.

Auto-costruzione dell’allestimento

Un’altra soluzione – non sempre la più economica, ma di certo quella maggiormente personalizzata - è l’auto-costruzione dell’allestimento del proprio furgone. Sono quasi certo che se sei su questa pagina è questa la soluzione che cerchi.

Ma come trovare la giusta ispirazione?

Progettazione dell’allestimento del furgone camperizzato

Dove trovare idee per l’allestimento di furgoni camperizzati

Sono tante le persone che in Europa e nel mondo si sono lanciate in un progetto di camperizzazione fai-da-te del proprio furgone.

Oltre ad appoggiarti a questa guida puoi prendere spunto da forum, social network e blog o acquistare e-book che trattano l’argomento della camperizzazione. Chiedi a persone che come te hanno la passione per la camperizzazione. Osserva i furgoni camperizzati che vedi parcheggiati e gli allestimenti dei camper nei concessionari.

Pinterest e Instagram

Internet, soprattutto Pinterest e Instagram, ti consentono di sfogliare tra un’infinità di allestimenti e configurazioni fai da te.

Molte di queste soluzioni sono ottime per bus e grossi mezzi americani ed australiani, ma non per gli spazi e i furgoni che abbiamo in Europa.

Alcune idee - soprattutto mobili pieghevoli e ad incastro - sono davvero utili e vale la pena di riprodurle adattandole ai nostri mezzi, altre sono molto belle da vedere ma poco pratiche.

Pinterest si quindi, ma con moderazione! ;)

Realizzazione dell’allestimento per furgone camperizzato

Una volta scelto il furgone, coibentato e trovata l’ispirazione per gli interni arriva quindi il momento della conversione.

L’allestimento interno dipenderà dalla presenza e dalla disposizione di 3 elementi principali: il letto, la cucina e il bagno. Il bello di camperizzare il tuo furgone autonomamente è proprio che puoi scelgiere la disposizione che preferisci.

Il miglior modo per affrontare questa fase senza commettere errori è preparare una bozza su carta del proprio progetto di camperizzazione. Un disegno infatti ti aiuterà a comprenderne le giuste proporzioni.

Prendi le misure interne del veicolo e, dopo aver letto il resto della guida su letti, cunine e bagni per furgoni camperizzati, inizia a pensare alla futura disposizione.

Per la progettazione del tuo disegno di camperizzazione puoi utilizzare SketchUp, un’applicazione di grafica 3D per computer.

In base al modello del tuo veicolo, potrai trovare e scaricare i modelli di progettazione gratuiti.

Screenshot del programma Sketchup
Screenshot del programma Sketchup

Una volta che avrai realizzato il tuo progetto per la disposizione dell’allestimento, prima di procedere alla costruzione, ti converrà riprodurre la posizione dell’arredamento all’interno del furgone con del nastro di carta, sia sul pavimento, sia sulle pareti.

La disposizione ti piace? Trovi che sia abbastanza confortevole e che lasci sufficiente spazio.

In caso affermativo potrai passare alla fase di realizzazione, altrimenti dovrai tornare alla fase progettuale, apportando le modifiche che desideri.

Il letto

Non risparmiare sulle misure del letto! Puoi ridurre le dimensioni di tutto, ma non del letto! Ti accorgerai che avere un letto comodo in cui dormire dopo una lunga giornata in viaggio è la cosa più bella!

Fatta questa premessa hai parecchie soluzioni per predisporre il letto del tuo furgone camperizzato: letto fisso, letto pieghevole, divano-letto, dinette letto, letto a scomparsa, letto up/down, letto a soffietto, letto sopra il tetto (air camping o maggiolina)

Il letto fisso

Se gli spazi te lo consentono ti conviene realizzare un letto che possa rimanere sempre aperto, perchè ti assicuro che disfarlo e rifarlo ogni giorno dopo un po’ diventa pesante.

I letti non fissi consentono di ottimizzare gli spazi quando non sono utilizzati.

Il letto pieghevole e il letto scorrevole

Configurazioni molto utilizzate sono il letto pieghevole il letto scorrevole.

Il letto pieghevole può essere realizzato in modo da potersi trasformare divano quando non si dorme.

Il letto scorrevole è simile a quello pieghevole ma l’estrazione della parte che contiene le doghe avviene scorrendo invece che sovrapponendo le due parti che lo compongono.

Il letto a scomparsa

I letto a scomparsa altro non è che la versione per veicolo dei letti ad armadio. Può essere composto di una sola parte che da chiusa viene occultata in un armadio (abbastanza difficile da realizzare se lo spazio è limitato) o da 2,3 o 4 parti che si ripiegano contro le pareti.

Il letto up-down

Il letto up-down utilizza sistemi meccanici (elettronici o manuali) per spostare il letto in alto contro il soffitto quando non si dorme, lasciando l’abitacolo del furgone completamente libero durante il giorno. Necessita di un tetto alto.

Il letto a soffietto

Il letto a soffietto è un letto posizionato nel tetto a soffietto. Può essere fisso o estraibile. Quelli estraibili lasciano più spazio ma in genere utilizzano materassi molto sottili e quindi meno comodi.

Il letto sul tetto

Un altra soluzione è utilizzare una tenda da tetto. Il risparmio di spazio nell’abitacolo del veicolo è notevole e dormire in alto risolve i problemi di umidità. Puoi anche creare un passaggio tra veicolo e tenda attraverso un oblò sul tetto e un foro alla base della tenda opportunamente collegati e coibentati.

Il letto a soffietto e la tenda da tetto non sono indicati per climi troppo rigidi (specialmente freddi) e data la loro collocazione - tra noi e l’esterno c’è solo un telo - sono meno sicuri.

La dinette

A metà tra i letti fissi e quelli mobili si colloca la dinette: una delle soluzioni più versatili anche più utilizzate nei veicoli da campeggio come camper, furgoni, roulotte, carrelli tenda.

La dinette è un letto che si trasforma in tavolo con due divanetti alle estremità.

Generalmente i camper di medie e grandi dimensioni hanno almeno due dinette, una al centro e una nel retro del veicolo, per consentire di tenere sempre un tavolo e un letto oppure due letti (in caso di molte persone), nonche di deciderne la posizione.

La nostra configurazione

Nel nostro mezzo gli spazi erano davvero limitati e lavorando al computer abbiamo bisogno di avere un sempre un tavolo a cui appoggiarci durante il giorno. Per cui abbiamo optato per la costruzione di una dinette.

Letto a dinette
Letto a dinette
La scelta del materasso

Per il materasso ti consiglio di acquistare della gommapiuma che abbia uno spessore di almeno 10 cm e densità media.

La spesa per la gommapiuma è abbastanza alta (può superare i 100 euro per un blocco delle dimensioni del materasso), quindi se riesci a recuperarla da un camper o una roulotte in disuso di cui conosci i proprietari metterai da parte una certa somma che potrai utilizzare per altro.

Io sono stato fortunato. L’ho avuta nuova da mio papà che l’ha rimossa dal suo nuovo camper dopo aver apportato una modifica alla configurazione del letto. Poi poco prima di dover realizzare la dinette - mi spiaceva tagliare un materasso per camper nuovo - sempre la fortuna ha voluto che un amico stesse per disfarsi di quella del suo vecchio camper. Anche quella praticamente nuova ma in seguito ad una modifica non più adatta.

A differenza dei materassi classici la gommapiuma è un materiale plastico che si può pulire facilmente con acqua e amoniaca nelle giornate di sole. Difficilmente si sporca o prende odori e si corrompe solo se è molto vecchia ed è stata sottoposta ad intemperie a lungo.

Per tagliarla e costruire i cuscini per la dinette io ho usato un taglierino molto affilato e poi ho bruciato le parti che risultavano irregolari. Ti sconsiglio questa procedura. Bruciare la gommapiuma è tossico in quanto produce diossina e altri prodotti nocivi della combustione. La gommapiuma è altamente infiammabile ed è difficile spegnerla, con alti rischi di incendio. Il taglio manuale poi è difficile e se non sei precisissimo il risultato non è bello da vedere.

Io avevo a disposizione anche uno strumento elettrico apposito per il taglio della gommapiuma a caldo, ma lo sconsiglio in quanto fa moltissimo fumo e il risultato finale è peggio di quello con taglierino.

Se avete a disposizione un blocco di gommapiuma e dovete tagliarlo (ad esempio perchè come me dovete realizzare i cuscini per la dinette) portatelo a tagliare con il laser o con altro strumento professionale dalle ditte apposite. Se non riuscite a trovare un’azienda che si occupi del taglio rivolgetevi a chi vende gommapiuma, spesso possono offrire anche il servizio di taglio a cifre irrisorie.

Del rivestimento dei cuscini - come delle tende - se ne è occupata Hila, con una maestria impeccabile.

I nostri cuscini
I nostri cuscini

Quando dormiamo utilizziamo dei comuni coprimaterasso, lenzuoli e coperte per letti da una piazza e mezzo. Noi preferiamo il cotone perchè è più fresco della spugna. Su Amazon puoi trovare dei copri materasso in cotone e in spugna molto convenienti per ogni misura.

Il bagno

Per alcuni la presenza di un bagno, con toilette e doccia, non è indispensabile e preferiscono lasciare lo spazio per altri usi o per muoversi più agevolmente.

Per altri un ambiente separato riservato alla doccia e al wc è imprescindibile.

Il WC

La soluzione più pratica per il furgone camperizzato è il wc chimico.

C’è chi si accontenta di utilizzare i servizi di camping attrezzati, chi ha costruito wc rudimentali usando secchi e sedie e chi si adatta a espetare i propri bisogni nella natura.

Se però conti di viaggiare anche in zone affollate e difficilmente ti adatti alle condizioni igeniche dei bagni pubblici un wc chimico è d’obbligo.

Per l’acquisto e la collocazione del WC pensa agli spazi che hai a disposizione. Se hai un mezzo grande puoi creare una stanza a parte con bagno e doccia, altrimenti, se come noi gli spazi possono diventare un problema ti conviene riservargli un posto occultato che però te ne permetta l’uso in qualsiasi momento. Anche quando il letto è montato.

I wc chimici più conosciuti sono i Porta Potti, comprensivi di serbatoio dell’acqua con pompa manuale.

Esistono poi wc chimici con bidet incorporati, anche se non è facile trovarli.

Altra soluzione è utilizzare un lavandino della cucina e del bagno con doccino estraibile, che nel caso di spazi davvero ristretti possono ridursi ad un solo unico lavello.

Per il nostro Ducato io ho scelto una via intermedia.

Per non utilizzare degli spot naturali ho preso spunto da Pinterest, creando l’alloggiamento per il wc all’interno di una delle due cassapanche della dinette, ma questo lo rendeva inutilizzabile di notte. Il che è molto spiacevole, soprattutto se le sera prima avete bevuto molto!

Ho quindi piegato un tondino liscio per edilizia, gli ho saldato delle staffe a L forate e l'ho ancorato alle traverse sul soffitto attraverso viti autofilettanti.

Ho realizzato così un supporto circolare per la tenda della doccia, che una volta montata ha permesso di avere un ambiente separato all’occorrenza, al cui interno è possibile inserire un piatto doccia portatile e il wc chimico, che per il resto del tempo rimane occultato in un alloggiamento apposito, dove però ora è sempre raggiungibile. Potete usare ad esempio uno scompartimento con base scorrevole nel punto più basso di un armadio.

Il supporto per la tenda della doccia
Il supporto per la tenda della doccia
La doccia

Ho già spiegato come ho realizzato la nostra doccia. Come base abbiamo utilizzato una piscina per cani pieghevole, che una volta terminata la doccia può essere svuotata nel lavandino.

Doccia aperta
Doccia aperta
Doccia chiusa
Doccia chiusa

Come doccino utilizziamo invece quello estraibile del lavandino della cucina. Quelli a pressione specifici per camper, barche e camping sono più scomodi ma consentono di risparmiare moltissima acqua rispetto a quelli a scorrimento continuo.

Non avendo trovato un lavandino estraibile a un prezzo che ci sembrasse consono abbiamo tagliato l’ultima parte del lavandino della cucina e gli abbiamo collegato questo doccino acquistato da Decathlon, al costo di 9 euro.

Lavandino con doccino
Lavandino con doccino

Se lo spazio non è un problema potreste invece costruire un bagno vero e proprio con pareti e porta competamente isolate verso l’interno, e piatto doccia.

In questo caso si dovrà riservare uno spazio per il serbatoio più in basso, per permettere all’acqua di defluire. Evitate di fare un foro nel pavimento e scaricare in strada o sull’erba. Non solo per le multe salate ma anche perchè un tale comportamento trasmetterebbe agli altri una pessima immagine dei camperisti e degli amanti della van life. Inoltre se non sigillato perfettamente quando il mezzo è in moto il gas di scarico entrerà nell’abitacolo.

Il riscaldamento dell’acqua sarà trattato nell’apposita sezione sugli impianti.

La Cucina

La cucina può essere disposta internamente o, se l’altezza del furgone non lo consente, in basso con accesso esterno dal retro. E può anche essere mobile.

Cucinare all’aria aperta da una sensazione di libertà innappagabile. Bisogna considerare però che non sempre il tempo è bello. Quindi a meno che non contiamo di usare il van solo in zone che non conoscono la pioggia e dove la temperatura è sempre temperata, coviene avere la possibilità di cucinare anche all’interno.

Attento: Se vuoi utilizzare una bombola del gas nel furgone devi predisporre una griglia di aerazione completamente aperta verso l’esterno per consentire la fuoriuscita di eventuali perdite di gas e isolare la bombola dall’abitacolo

Il lavandino

La scelta del lavandino va fatta tenendo in considerazione in primo luogo le proprie abitudini alimentari.

Ad esempio io e mia moglie abbiamo una dieta principalmente vegana e light, molto povera di oli. Per noi pranzo e cena sono delle veloci pause tra un attivià e l’altra. Spesso mangiamo fuori dal furgone e generalmente ci limitiamo a pasti molto semplici.

È chiaro che con tali abitudini, che ci portano a sporcare pochi piatti e a ridurre al minimo l’utilizzo delle stoviglie, non avrebbe nessun senso installare un lavandino di grandi dimensioni o addirittura a doppia vasca.

Esigenze completamente differenti per chi ha dieta che include cibi molto unti. In questo caso se lo spazio lo consente è molto meglio optare per un lavandino di dimensioni maggiori.

Il fornello

In alternativa al fornello fisso puoi utilizzare un fornello mobile che ti consenta di cucinare sia all’interno che all’esterno del veicolo.

Noi per molto tempo abbiamo usato quello a due fuochi della Campingaz. L’inconveniente è che le bombolette sono costose e finiscono molto presto. Quindi si tratta di una soluzione valida solo se conti di utilizzare il mezzo per poche uscite e brevi, al massimo di una settimana.

Se hai spazio a sufficienza potresti optare per un fornello fisso e portarti dietro un fornellino mobile, da utilizzare in caso di emergenza (se finisci il gas e nella bombola e ti trovi lontano dai distributori) o per cucinare fuori se il tempo atmosferico lo permette e durante le escursioni.

La piastra ad induzione

Un’altra opzione, che conto di implementare a breve, è l’utilizzo di una piastra ad induzione.

Conosco persone che l’hanno installata sul proprio van e sul proprio camper.

La piastra ad induzione consente di poter cucinare in maniera green, a costo zero e in piena sicurezza (non dovremo infatti portar dietro nessuna bombola). Inoltre è molto sottile e meno pesante dei classici fornelli e se non fissa può essere rimossa con facilità (considera tutto lo spazio risparmiato e il peso in meno della bombola).

Per contro i consumi sono molto alti, necessita di un inverter con un picco massimo capace di reggerne l’assorbimento e di accumulatori molto capienti.

Attualmente la nostra batteria da 200 Ah, sebbene ampiamente sovradimensionata per le nostre esigenze, si scaricherebbe troppo utilizzando una comune piastra ad induzione.

Se il tuo inverter non ti consente di utilizzare una piastra ad induzione standard esistono in commercio piastre ad induzione con ampia regolazione di temperatura e conseguente wattaggio. Il cibo si cuocerà più lentamente ma con una potenza istantanea assorbita molto più bassa. Rimane comunque la necessita di incrementare la capienza dell’accumulo.

Il Frigo

Sono certo che se ti piace la vita in van e i viaggi on the road sarai abituato a fare la spesa giornalmente acquistando prodotti freschi. La penso nello stesso modo. Però ti assicuro che avere un frigo è davvero molto comodo.

Ne esistono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni.

Quale scegliere dipende dalle tue esigenze e dallo spazio che hai a disposione sul furgone.

Il frigo portatile

Sicuramente avrai presente questo tipo di frigo, sono quelli alimentati dal cavo accendino con apertura in alto e ventola.

Te ne sconsiglio l’acquisto. Consumano tanto, raffeddano pochissimo, non sono ben coibentati e appena li apri disperdono immediatamente tutto il fresco.

Ti assicuro che sono soldi buttati e se già c’è l’hai è comunque spazio sacrificato.

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso ha, come dice il nome, il compressore incorporato.

Essendo a 12 Volt può essere alimentato direttamente da pannello solare attraverso un regolatore di carica che stabilizzi e raddrizzi corrente e tensione.

Il frigo fisso a 12 Volt con compressore mobile

Identico al frigo fisso a 12 Volt con compressore fisso, il frigo fisso a 12 Volt con compressore mobile se ne differenzia per avere il compressore separato.

Un utilità non di poco conto, soprattutto per i furgoni camperizzati dove lo spazio è sempre un tema critico.

Significa che possiamo posizionare il frigo sotto la cucina e installare il compressore all’interno di un mobile o di una cassapanca.

Attenzione! Specialmente se il compressore è mobile attento a non piegare troppo il tubo e a far si che scorra in luogo riparato, in quanto è sottopressione e forarlo oltre a danneggiare il frigo è pericoloso.

Il frigo fisso a 220 Volt con compressore

Sono tipicamente i frigoriferi di casa, ma ne esistono anche modelli specifici per camper, roulotte e furgoni camperizzati.

Il funzionamento è identico a quello dei frigoriferi a 12 Volt fissi con compressore, solo che è alimentato a 220 V, quindi andrà connesso all’inverter o ad una colonna elettrica.

Anche in questo caso ne esistono sia con compressore mobile, sia con compressore fisso.

Il frigo trivalente (12V, 220V, GPL)

Il frigorifero trivalente ha un interuttore che permette di impostane il tipo di alimentazione. Si utilizza l’alimentazione a 12 Volt quando si viaggia, con batteria dei servizi parallelata a quella principale, in modo che utilizzi la corrente di carica che proviene dall’alternatore del motore.

Sono poi impostabili l’alimentazione 220 V tramite rotella - tipicamente quando si è collegati a colonna elettrica in campeggio o area di sosta - e a gas GPL, sempre tramite rotella e accensione piezoelettrica - per quando siamo fermi e non abbiamo una fonte di corrente -.

Nel frigorifero trivalente una fiammella scalda il liquido refrigerante della serpentina (che nel funzionamento a compressore è nebulizzato da questo) per vaporizzarlo e forzarne la circolazione.

Come gli altri strumenti che utilizzano il gas, i frigoriferi trivalenti devono essere installati in un vano aperto verso l’esterno che consenta la fuoriuscita dei prodotti della combustione e di eventuali perdite di gas, consumano abbastanza perchè hanno delle ventole alimentate a 12V che estraggono l’aria e il calore, vanno revisionati periodicamete e non possono essere alimentati a GPL durante la marcia del mezzo - la legge lo vieta -. Inoltre la fiamma tende a spegnersi in caso di vento, spegnendo il frigo.

Il freezer: vano congelatore, si o no

Spesso tutti questi tipi di frigorifero hanno un vano congelatore, ma ne esistono anche senza.

In genere sul corpo del frigo o all’interno è presente una rotella che permette di modificarne la potenza - temperatura.

Consiglio di installare un modello con vano freezer (la voglia di gelato è sempre in agguato!).

Fai attenzione però che se il frigo ha un unico selettore di temperatura sia per frigo che per congelatore, se abbassi troppo la temperatura il congelatore non gelerà più.

Il frigo: la classe energetica

La classe energetica riportata nelle specifiche del frigo è relativamente poco importante e scarsamente rappresentativa dei consumi in quanto indica l’efficienza. Per valutare l’influenza dei consumi sulla batteria il parametro che ci interessa è invece il consumo di watt annuo.

Il frigo: quale scegliere

I frighi migliori in termini di prestazioni e più adatti a furgoni camperizzati non omologati sono senza ombra di dubbio quelli a compressore a 12V e 220V. Raffreddano velocemente e consumano relativamente poco. Di solito i frigoriferi a 12 Volt hanno dimensioni minori e consumano meno.

Lasciamo da parte i frigoriferi trivalenti per via delle probelmatiche relative al gas e soprattutto all’impossibilità di aprire legalmente aperture per lo sfogo di fumi e calore nella carrozzeria.

Il frigo: la posizione

Nei veicoli da campeggio la posizione classica per il frigorifero è sotto al lavello o sotto ai fornelli.

Se però le dimensioni non ti permettono di installarlo in quella posizione puoi optare per montarlo di fianco o in un vano ricavato all’interno dell’armadio.

I frigoriferi a compressore: come ridurre il rumore del compressore

Puoi ridurre il rumore del compressore - fastidioso soprattutto di notte - costruendo attorno allo stesso una camera rivestita di materiale fonoassorbente e isolante, e montare il compressore su delle molle sufficientemente rigide per reggerne il peso e le oscillazioni.

Gli impianti

L’impianto elettrico di un furgone camperizzato: perchè conviene averlo

L’installazione di un impianto elettrico per furgone camperizzato non è strettamente necessaria se si utilizza il proprio van per viaggi molto brevi e si viaggia con il minimo indispensabile e senza elettrodomestici o riscaldamento.

È certo però che l’illuminazione, un frigorifero e la possibilità di poter mettere in carica cellulari, tablet e magari il proprio portatile fanno davvero la differenza.

Attento! La fase di progettazione e installazione di un impianto elettrico, ancor di più se di un furgone convertito in camper è una cosa seria. Oltre alla nota pericolosità dovuta alle scosse elettriche, commettere errori può portare ad incendi, che soprattutto mentre dormiamo possono avere conseguenze letali. Se non disponi delle necessarie conoscenze per lavorare in sicurezza chiedi consulenza ad un professionista. Se questa spesa fuoriesce dal tuo budget, fatti almeno spiegare i procedimenti e richiedi un controllo con verifica finale. Costa molto meno che far realizzare l’impianto e ti permetterà di viaggiare in sicurezza e dormire sogni tranquilli.

Il nostro impianto elettrico fotovoltaico
Il nostro impianto elettrico fotovoltaico

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: i componenti

I componenti principali sono l’accumulo, l’inverter e il generatore.

La batteria: l’accumulo elettrico

Per avere una riserva di energia elettrica che ti consenta di poter alimentare i dispositivi anche di notte hai bisogno di accumulare l’energia ricavata da un generatore (pannello solare, pala eolica per camper, gruppo elettrogeno o colonna elettrica). A svolgere la funzione di accumulo sono le batterie.

Nei mezzi di trasporto abitabili (camper, roulotte, barche con cabina) si fa una distinzione funzionale tra batterie principali, che servono all’avviamento del veicolo o al funzionamento del motore se elettrico, e batterie dei servizi, che permettono di utilizzare l’elettricità per alimentare e ricaricare i dispositivi utilizzatori, come se ci trovassimo attaccati alla corrente di casa.

Per alimentare i tuoi dispositivi (anche la pompa dell’acqua e il frigo) hai bisogno di installare almeno una batteria dei servizi.

Ti consiglio di non utilizzare la batteria principale del mezzo per alimentare i dispositivi, a meno che tu non stia viaggiando (intendo con il furgone in moto).

La batteria: quale tipologia scegliere

Le tipologie principali sono piombo, AGM, Gel e Litio.

La batteria: il voltaggio corretto

Quale voltaggio scegliere per la batteria servizi del furgone camperizzato?

I voltaggi nominali più comuni sono 6 volt, 12 Volt, 24 Volt. Esistono anche tensioni intermedie. In realtà i voltaggi sono solo indicativi, ma la batteria carica quando è ancora pienamente efficente ha in genere un voltaggio superiore a quello dichiarato. Questo te lo dico solo per tua conoscenza: non influisce in alcun modo sugli utilizzatori.

Le batterie utilizzate nei camper europei di dimensioni standard e nei furgoni camperizzati hanno, come quelle delle auto, una tensione di 12 Volt.

La batteria: dove alloggiarla

Gli accumuli elettrici sono fonte di rischio. Se danneggiate possono esplodere catapultando le parti interne in metallo all’esterno come proiettili. Se i vapori si accumulano e si genera una scintilla il veicolo può esplodere. Succede molto spesso nelle barche. Le batterie non chiuse ermeticamente poi possono rilasciare vapori nocivi, anche mortali.

Per questo il corretto utilizzo, i controlli periodici ma anche la disposizione, sono aspetti da non sottovalutare.

Ma qual è il luogo più sicuro dove collocare la batteria?

La scelta migliore è certamente in gavoni appositi resistenti e con aperture per lo sfogo dei vapori, all’esterno dell’abitacolo del veicolo. Soluzione che viene sfruttata da moltissimi costruttori di camper.

Nei furgoni camperizzati questa soluzione è spesso impraticabile.

Come fare allora?

Se abbiamo un portabici o portamoto per gancio traino che sporge, potremmo ricavarne sopra un alloggiamento per la batteria dei servizi.

Se non disponiamo di questo accessorio e vogliamo un buon compromesso tra sicurezza e praticità il mio consiglio e di alloggiare la batteria in un comparto facilmente areabile e il più lontano possibile da dove dormiamo, per lo meno da dove teniamo la testa. Ancora meglio se sui tre lati della batteria che danno verso l’abitacolo viene interposta una spessa lastra di metallo adeguatamente isolata dalla batteria.

L'alloggiamento della nostra batteria
L'alloggiamento della nostra batteria
L’inverter: dalla 12 V alla 220 V

Per utilizzare gli elettrodomestici che colleghi alle spine di casa (quelli che non possono essere alimentati attraverso presa USB o da cavo accendino) avrai bisogno di convertire la corrente della batteria da 12 V a 220 V.

Il dispositivo che espleta questa funzione si chiama inverter. Si collega il cavo del positivo (rosso) al positivo della batteria e il cavo negativo (nero) al negativo della batteria. Una volta eseguito il collegamento, se la batteria è carica, è possibile utilizzare la presa elettrica presente sull’inverter come una normale spina di casa.

Attenzione! l’inverter può sopportare il carico massimo per cui è progettato e che è dichiarato sulla scheda tecnica. Superare la capacità di carico può bruciare il fusibile, danneggiare l’inverter o peggio dare luogo ad incendi. L’inverter, specialmente con alti carichi, scalda, è sempre bene provvedere ad una buona areazione (eventalmente anche tramite ventole accessorie) e spegnerlo quando ci allontaniamo dal veicolo e quando dormiamo, in modo da scongiurare incendi.

I Generatori di corrente: pannello fotovoltaico, pala eolica, gruppo elettrogeno, colonna elettrica

Una volta che hai posizionato la batteria e collegato l’inverter avrai la possibilità di caricare sia i dispositivi a 12 V direttamente dalla batteria (es. cellulare, tablet, smartwatch, pompa dell’acqua, frigo 12V), sia gli altri utilizzatori dalla presa dell’inverter (computer, ventilatore di casa, aspirapolvere ecc).

Dopo un po’ però la riserva di corrente della batteria si esaurirà. Se vuoi che la batteria continui a fornire corrente hai bisogno di un generatore che la ricarichi.

I generatori di corrente utilizzati sui camper e sui furgoni camperizzati sono essenzialmente di due tipi: da fonti non rinnovabili e da fonti rinnovabili.

Vecchi, rumorosi, dispendiosi e inquinanti i generatori di corrente da energie non rinnovabili più utilizzati sono il gruppo elettrogeno (un motore diesel o benzina che girando produce corrente) e le colonnine di ricarica presenti nei camping (simili a quelle per le auto elettriche).

I generatori di corrente da energie rinnovabili sono invece ecologici, silenziosi e producono energia elettrica a costo zero. I più utilizzati su camper e furgoni camperizzati sono i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche.

I pannelli fotovoltaici hanno un rendimento più basso delle pale eoliche e occupano molto più spazio. Però possono essere utilizzati in qualsiasi condizione purchè il camper sia esposto all’esterno. Per poter ottenere energia dalle pale eoliche invece dobbiamo necessariamente trovarci in un posto soggetto a vento.

Pannelli fotovoltaici sul nostro van
Pannelli fotovoltaici sul nostro van

Se siamo in zone di mare, in montagna o in altri posti ventosi nessun problema quindi, ma in città e pianura meglio avere anche dei pannelli fotovoltaici.

Altri metodi per mantenere la batteria carica

Se ti trovi a casa e utilizzi dei generatori ad energia rinnovabile ma le condizioni meteo non consentono una completa carica delle batterie puoi utilizzare un caricabatteria del tipo per auto e moto. Più alto è l’amperaggio più velocemente si caricherà la batteria.

Ti sconsiglio di far caricare la batteria dei servizi direttamente dall’alternatore. Meglio se la batteria dei sevizi viene caricata sempre da una corrente stabilizzata.

Infatti per poter fare caricare la batteria servizi dall’alternatore senza rischi di danneggiamento dovresti usare un parallelatore combinato ad un regolatore di carica dedicati esclusivamente a questo scopo. Assolutamente inutile ed antieconomico.

La soluzione migliore è utilizzare un parallelatore tra batteria dei servizi e batteria motore, ma montato al contrario. Cioè utilizzandolo per far caricare la batteria motore dai pannelli solari una volta che la batteria servizi è completamente carica.

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: calcolo dei consumi energetici

Ora che conosci i principali componendi di un impianto elettrico per furgone camperizzato (o per camper) è il momento di eseguire una stima dei consumi energetici.

Prendi carta e penna ed elenca i dispositivi che prevedi di utilizzare e per ogni dispositivo indicane i consumi. Li trovi sui dispositivi – per quelli che funzionano a 220 - o sull’alimentatore – per quelli che necessitano di carica e funzionano a 12V -. Una volta che hai l’elenco dei carichi elettrici che andrai ad utilizzare, e dei relativi consumi puoi procedere al dimensionamento dell’impianto.

  • Per i dispositivi senza trasformatore dividi i Watt indicati sull’apparecchio per 220 Volt (la tensione domestica) per ottenere gli Ampere. Moltiplica per il numero di ore di utilizzo per ottenere gli Amph giornalieri.
  • Per i dispositivi con trasformatore moltiplica gli Ampere per i Volt indicati sul trasformatore per ottenere i Watt e procedi come sopra per ottenere gli Amph giornalieri.

Come realizzare l’impianto elettrico del furgone camperizzato: Il quadro elettrico e la centralina di controllo

Una volta che conosci i consumi e in base a questi hai dimensionato il tuo generatore, la tua batteria e scelto l’inverter appropriato, dovrai creare il quadro elettrico con tutti i collegamenti.

Poi, se vuoi realizzare un lavoro a regola d’arte e sicuro, potrai occuparti della realizzazione della centralina con interruttore differenziale (salvavita), magnetotermico, stacca-batteria (dai pannelli solari alla batteria), secondo stacca-batteria (dalla batteria agli utilizzatori), fusibiliera per proteggere tutti gli utilizzatori a 12 volt, e quant’altro ti possa servire.

Nel posizionamento del quadro elettrico tieni conto del percorso che faranno i cavi, cercando di mantenerli più corti possibili, per evitare dispersioni elettriche e surriscaldamenti.

È importantissimo utilizzare cavi della sezione corretta perchè altrimenti possono riscaldarsi generando incendi. La sezione dei cavi è scritta sulla scheda del prodotto ed è anche riportata sull’isolante che avvolge il rame.

I cavi delle lampade devono avere un diametro minimo di 1,5 mm, ma sempre meglio sovraddiensionare. Ti consiglio di utilizzare cavi da 2,5 mm.

Per le prese elettriche sono indicati i cavi da 2,5 mm. Io li ho utilizzati da 4. Non eccedere nella realizzazione di spine all’interno del furgone, non ti servirà.

Per gli utilizzatori ad alto assorbimento (frigo, pompa dell’acqua e simili) cavi da 4 mm dovrebbero essere sufficienti, se vuoi esagerare usa quelli da 6 mm.

Illuminazione e cablaggio

Passiamo ora alle fonti di luce per l’illuminazione interna del furgone camperizzato.

La soluzione migliore è quella di usare i led. Sono a bassissimo consumo energetico e scaldano molto poco riducendo i rischi di incendio.

Puoi optare per delle strisce led con apposito binario e copertura o per dei faretti led. Io ho scelto la prima soluzione in quanto non va ad occupare nessuno spazio. La nota positiva dei faretti (non di quelli ad incasso però) è che sono orientabili.

Una volta che hai disposto le luci il filo andrà fatto passare nelle canaline. Ti consiglio quelle in plastica bianche di sezione rettangolare o quadrata. Ne esistono sia adesive sia con vite. Le bande adesive non tengono mai, per cui anche se opti per questo tipo – magari perché non trovi quelle con i fori per le viti – forale con il trapano e avvitale comunque.

Posiziona le canaline e collega i fili elettrici.

Un altro suggerimento che voglio darti è quello di non fissare nulla al furgone, nemmeno lampade e canaline, ma utilizzare i mobili come supporto. Oltre a mantenerti nella piena legalità questo ti consente di evitare qualsiasi tipo di intervento sul veicolo, mantenendo una cellula sempre nuova e integra.

Così se vorrai sostituire del mobilio o montarlo su un altro mezzo, con tanto di luci e impianti avrai già tutto pronto e sarà questione di qualche minuto.

Il riscaldamento dell’aria per il tuo furgone camperizzato

Per non soffrire il freddo durante l’inverno – o in montagna, specialmente di sera – puoi predisporre nel tuo furgone camperizzato una stufa o un altro sistema di riscaldamento per van e camper.

Le soluzioni per il riscaldamento più utilizzate sono: stufa elettrica portatile, riscaldamento fisso a gasolio, riscaldamento fisso a gas. Ma te ne voglio suggerire anche un’altra: il riscaldamento con pannello solare.

Stufa elettrica portatile

Scalda molto ma consuma tanto. È pericolosa. Soprattutto quelle a basso prezzo e in plastica sono a rischio incendio (esperienza provata in prima persona). Le nuove stufe elettriche sono più sicure, ma anche se scegli questa opzione non addormentarti e non lasciare la stufa in funzione se non puoi controllarla.

Riscaldamento fisso diesel

Utilizzano il carburante presente nel serbatoio del furgone. Hanno un costo variabile dai 500 ai 900 euro.

È importante che l’installazione sia eseguita da una persona competente.

Se vogliamo farlo in autonomia e siamo certi di esserne capaci seguiamo dettagliatamente le istruzioni, soprattutto le avvertenze sulla sicurezza.

Tra i più conosciuti Webasto, Eberspächer e Planar.

Riscaldamento fisso a gas

Per riscaldamento a gas si intende la stufa (le più usate nei camper e nei furgoni camperizzati sono le Truma).

L’installazione della stufa deve essere fatta da una persona competente. Ancor più che per i rischi connessi all’adduzione del gas, per il pericolo di eventuali perdite dagli scarichi. E il numero di vittime dovute al monossido di carbonio di questo tipo di stufe non si conta più.

Infatti, oltre ad essere necessarie delle griglie ad areazione, gli scarichi verso l’esterno del veicolo dei prodotti della combustione, tra cui il monossido di carbonio, devono essere assolutamente funzionanti e sigillati verso l’interno.

Oltre a dover rivolgerti ad un installatore competente e certificato munisciti di un rivelatore di gas tossici serio che ti avviserà in caso di perdite.

Attenzione! alcuni utilizzano stufe a gas portatili alimentate con cartucce di butano. Evitate, le conseguenze possono essere tragiche! Come è sempre indicato dai produttori vanno usate solo all’esterno (es. in un prato o in barca) perché bruciano ossigeno, producono monossido di carbonio e non hanno tubi per lo scarico della combustione.

Riscaldamento a pannello solare

Ci avevi mai pensato? Puoi utilizzare un pannello solare anche su un furgone.

I pannelli solari non sono quelli di cui abbiamo parlato precedente trattando dei generatori di corrente: quelli sono i pannelli fotovoltaici.

Con pannelli solari si indicano comunemente i pannelli che riscaldano l’aria o l’acqua attraverso il sole.

Il principio che sta alla base dei pannelli solari è quello della serra.

Il pannello solare infatti altro non è che una serra rigida e piatta costituita da una scatola nera (in metallo, legno o altro materiale) con coperchio rigido trasparente in cui l’aria, o l’acqua, proveniente dall’esterno compie un percorso a spirale, a labirinto o di altro tipo, in modo che allungando il suo permanere all’interno del pannello si scalda.

I raggi solari vengono catturati dal nero ma non riescono a fuoriuscire perché trattenuti dalla copertura in plastica. Un pannello solare di 50 x 50 cm autocostruito d’estate permette di portare l’aria da temperatura ambente a temperature che superano i 70 gradi.

D’inverno le temperature sono più basse ma se c’è il sole risulta comunque un ottima soluzione per riscaldare l’ambiente.

Con un singolo pannello solare di 1 metro per 50 cm si riscaldano baite e bungalow fino a 40 metri quadri.

Un furgone camperizzato medio ha una superficie di 8 metri quadri. Se consideriamo la superficie riscaldabile, quindi i metri cubi, il distacco da quella delle case aumenta ancora di più. Questo perché il furgone ha il tetto più basso del soffitto ed è occupato in gran parte dagli allestimenti.

Il pannello solare per il riscaldamento dell’aria è ecologico e non va a influire nemmeno sui consumi di energia elettrica della batteria, a parte che per una o due ventole che servono a incanalare l’aria che arriva dall’esterno verso l’interno dell’abitacolo.

I pannelli solari hanno lo svantaggio di costare tanto (anche 2000 euro) e ed è ancora difficile trovarne specifici per camper. È inoltre necessario che siano realizzati in materiale leggero e fissati con sicurezza al tetto del furgone, meglio ancora se ancorati ad una struttura rigida appositamente realizzata.

Per la costruzione del pannello solare artigianale che ho montato sul mio van mi sono avvalso dell’aiuto di un allestitore francese che ho avuto la fortuna di conoscere per caso mentre si trovava in vacanza a Torino

Utilizzare un pannello solare per l’aria calda non significa solo avere un riscaldamento che non inquina e a costo 0. Vuol dire anche avere più spazio sul furgone, più sicurezza e minor costo di realizzazione dell’allestimento, perché eviti di installare stufe fisse o portarne dietro di elettriche.

Qual’è il sistema di riscaldamento migliore

La miglior soluzione a mio avviso, ed è quella per cui ho optato, è l’utilizzo di un pannello solare assieme ad un riscaldamento fisso diesel, da usare nei momenti in cui il solo pannello solare non risulti sufficiente.

L’impianto idraulico di un furgone camperizzato

Trattiamo ora la progettazione dell’impianto idraulico per furgone camperizzato.

Impianto idraulico di base

Per un impianto base sono sufficienti un lavandino con rubinetto - meglio se estraibile - e 2 taniche: una costituirà il serbatoio dell’acqua potabile, l’altra quello delle acque acque grigie).

Impianto idraulico completo

Un impianto idraulico completo prevederà anche l’acqua calda e quindi un doppio sistema di tubi, un miscelatore e possibilmente una doccia.

Acqua calda: come ottenerla

Per ottenere l’acqua calda le possibilità principali sono 4: riscaldatore d’acqua a elettricità, a gas, a gasolio e pannello solare per l’acqua calda.

Riscaldatore d’acqua a elettricità (scaldacqua o scaldabagno elettrico)

Se il dimensionamento del vostro impianto elettrico vi consente di utilizzarlo, uno scaldabagno elettrico è molto efficiente ed occupa poco spazio se ne scegliete uno da 10-15l. Alcuni sono predisposti per l’installazione sotto il lavello, sarà sufficiente accenderlo mezz’ora prima dell’utilizzo per scaldare l’acqua contenuta al suo interno.

Riscaldatore d’acqua a gas (boiler)

Lo scaldabagno a gas si può utilizzare immediatamente, senza dover attendere, ma l’installazione richiede qualche accorgimento e deve essere eseguita da un professionista, pena la decadenza dell’omologazione del boiler stesso.

Riscaldatore d’acqua a gasolio

Tutt’altro che green, questo tipo di riscaldatore richiede l’installazione da parte di un meccanico specializzato, che dovrà predisporre il pescaggio dal serbatoio del veicolo.

Pannello solare per acqua calda

Il pannello solare, la soluzione per cui abbiamo optato è la più green ed economica che ci sia!

Le riserve di acqua

La vita on the road insegna ad essere parsimoniosi, specialmente con l’acqua.

L’acqua è l’elemento più importante per l’autosufficienza in van. Al contempo però non possiamo riempire il furgone di taniche e bottiglie.

I camper, i furgoni camperizzati e le roulotte più accessoriate utilizzano serbatoi d’acqua in metallo (nei mezzi più vecchi) o in plastica installati nelle cassapanche del mezzo - con accesso sia interno che esterno e tappo per il carico esterno - o esternamente sotto il mezzo.

I serbatoi di acqua posti all’esterno hanno lo svantaggio di congelare quando la temperatura scende sotto lo zero. I serbatoi in metallo sono più pesanti e soggetti ad usura.

Nel nostro furgone abbiamo installato un serbatoio da 200 litri in metallo ricopendolo all’esterno con uno strato di bitumato per evitare che potesse essere intaccato dalla ruggine. Lo abbiamo fissato ad incastro dentro all’armadio principale creando un foro nella parete dell’armadio per il carico dell’acqua. Ricordo infatti per l’ennesima volta che non si può legalmente forare la carrozzeria di un auto o di un autocarro. E questo vale anche se il foro è piccolo.

La nostra riserva d’acqua ci consente un’autonomia di quasi un mese facendo la doccia tutti i giorni. è chiaro che si tratta di docce che hanno il solo scopo di permetterci di lavarci e rinfrescarci. Se stessimo sotto la doccia per rilassarci come facciamo a casa probabilmente l’acqua non durerebbe nemmeno una settimana.

La pompa dell’acqua

Pompa dell’acqua: si può evitare?

Chi non dispone di impianto elettrico e chi vuole ridurre al massimo i consumi spesso ripone le taniche in alto rispetto al rubinetto in modo da utilizzare la pressione per far uscire l’acqua. Non è una buona idea: tenere delle taniche in alto anche se delle dimensioni di una bottiglia può arrecare danni a persone, animali e oggetti in caso di caduta. Se si tratta di serbatoi grandi sbilanciano l’epicentro del veicolo, compromettendone la stabilità durante la marcia.

Una soluzione alternativa è quella di utilizzare una pompa manuale. Ne esistono a mano e a pedale. Purtroppo però sono davvero scomode e si rompono facilmente. Se proprio vuoi optare per una pompa manuale acquistane una a pedale, funzionano meglio e ti consentono di avere le mani libere.

Pompa dell’acqua: quale scegliere?

Se come me hai scartato l’idea della pompa manuale e la possibilità di utilizzare la pressione per far scorrere l’acqua, rimangono le pompe dell’acqua elettriche.

Ne esistono di due tipi: a immersione e autoadescante

Pompa dell’acqua autoadescante

La pompa autoadescante è pompa più utilizzata nei veicoli ricreazionali, specialmente su quelli datati. Posta all’esterno del serbatoio estrae l’acqua tramite aspirazione. Durano tanto ed è facile intervenire in caso di guasto, ma sono molto rumorose, specialmente quelle più vecchie.

Pompa dell’acqua a immersione

Le pompe sommerse hanno prestazioni migliori, sono silenziose, occupano meno spazio, perchè stanno all’interno del serbatoio. Generalmente hanno una durata inferiore di quelle autoadescanti.

Pompa dell’acqua autoadescante: come attutire il rumore?

Come per il compressore del frigo è possibile ridurre il rumore di una pompa dell’acqua autoadescante montandola su delle molle e un blocco di gommapiuma e costruendo intorno un alloggiamento il più possibile insonorizzato.

Si può sostituire una pompa autoadescante con una pompa ad immersione

Se il mio serbatoio è prodotto specificatamente per pompe autoadescanti posso sostituire la pompa con una ad immersione?

Quando il serbatoio ha il tubo della pompa posizionato in alto la sostituzione di una pompa autoadescante con una ad immersione è un operazione relativamente semplice. Basta che il serbatoio abbia un apertura tale da consentirne l’inserimento. Tipicamente bisognerà estrarre il tubo di quella autoadescante e far passare al suo posto quello della pompa ad immersione.

Le cose si fanno un po’ più complicate quando il serbatoio presenta la connessione al tubo della pompa autoadescante sul fondo. Il quel caso bisognerà procedere ad una modifica del serbatoio. Se di ferro dovremmo tagliare via la connessione e chiudere ermeticamente l’apertura. Procedendo a far passare il tubo della nuova pompa dall’alto. Se è di plastica l’unica soluzione è riempire la connessione di materiale plastico. Spesso si renderà necessario acquistare un nuovo serbatoio.

Impianto idraulico: il filtro

Per preservare al meglio la pompa dell’acqua e trattenere enventuali impurità che potrebbero oltrepassare la pompa puoi installare un filtro dell’acqua.

Serbatoio delle acque grigie

Il serbatoio delle acque grigie va installato in basso, in una zona di facile accesso e in modo che l’estrazione risulti semplice, per poter scaricare agevolmente.

Per ridurre al minimo la possibilità di perdite, semplificare il lavoro e risparmiare sul materiale dovrai metterlo più vicino possibile al lavandino, in modo che i tubi siano più corti.

Se conti di installare una doccia che andrà a scaricare in quel serbatoio dovrai rialzare la doccia o forare il pavimento del furgone per posizionare il serbatoio più in basso.

Anche in questo caso cerca di posizionare la doccia il più vicino possibile al serbatoio delle grigie e al lavandino.

Progettazione dei vani

Hai terminato gli impianti. Hai un letto, una cucina, un bagno e magari una doccia. Il tuo furgone camperizzato è pronto, ma può ancora migliorare.

Decichiamoci alla progettazione dei vani, cioè degli spazi dedicati allo stoccaggio.

L’armadio

Tanti sostengono che un armadio dedicato al vestiario non sia affatto necessario in un furgone camperizzato e ne sconsigliano quindi la costruzione.

Conscio di andare contro corrente mi oppongo a questa affermazione.

Se contate di usare il mezzo per diversi mesi all’anno, un armadio che possa contenere la maggior quantità di vestiti possibili - ma anche coperte, effetti personali e strumenti per lavorare - è indispensabile. Lo è se volete piena autonomia e autosufficienza.

E questo vale sia che abbiate un mezzo grande sia per un mezzo compatto. Chiaramente nel caso di un mezzo come il Berlingo - senza nulla togliere a questo fantastico minivan - è una soluzione inattuabile.

A meno che non vogliate vivere in mezzo alla natura come dei primitivi - ma credo non stareste leggendo la guida sulla camperizzazione di un prodotto del ventesimo secolo - ma al contrario volete cambiarvi regolarmente, passeggiare tra le persone senza essere considerati degli outcast, la possibilità di cambiar vestito regolarmente (soprattutto la biancheria intima) non potete assolutamente fare a meno di un armadio.

Un conto è passare il fine settimana fuori, specie se non fa caldo. In quel caso un paio di magliette, calze e mutande tenute in borsa possono essere più che sufficienti. Un altro conto sono le necessità che vengono a crearsi nell’ottica di trascorrere più tempo nel van.

Se non vi trovate in mezzo alla natura più selvaggia lontano da qualsiasi autorità - dove nessuno verrà a contestarvi il divieto di campeggio libero qualora laviate e stendiate i vostri panni fuori dal mezzo - o al contrario in città e non abbiate problemi ad usare le lavanderie pubbliche, l’unica soluzione che vi rimane è lavare e stendere i vestiti dentro al furgone. Questo però significa passare parte di ogni giornata a fare il bucato e trascorrere il resto del tempo nell’umidità.

Poco congeniale vero?

Con una buona scorta di vestiti adatti alle varie occasioni invece il vostro furgone non avrà nulla da invidiare ad una casa. Man mano che i vestiti vengono usati possono essere riposti in dei sacchi chiusi (all’interno dell’armadio, in una cesta apposita o in un portapacchi da tetto se ne avete uno) e poi lavati in un unica soluzione appena se ne presenterà la possibilità.

I cassetti

I cassetti sono davvero utili. La comodita di trovare i propri oggetti ordinati all’interno dei cassetti non ha prezzo. Meglio un piccolo cassetto ben organizzato che una grossa scatola.

Il portaspezie

Portaspezie, proprio così!

Quando ho installato il portaspezie di casa sul lato destro del mobile del furgone pensavo di aver avuto un idea originale e un po’ bizzara. Bizzarra lo era ma originale assolutamete no, guardando le foto su Instagram e Pinterest, leggendo blog e forum di altri appassionati di van life ho visto che è un accessorio che montano tutti.

Avere ciò che usi quotidianamente a vista - vale per le spezie ma anche ad esempio per saponi, detersivi, spazzolini - ti fa risparmiare un sacco di tempo e fatica rispetto ad aprire ogni volta armadi, cassetti e cassapanche.

Portaoggetti

I portaoggetti appesi ai mobili, ai sedili e agli altri punti di ancoraggio bisogna ammetterlo rendono l’abitacolo disordinato, però sono molto utili, sopratutto per lo stoccaggio degli oggetti più piccoli.

Scelta dei tessuti

Ti consiglio di scegliere dei colori chiari, che creino un buon contrasto con il mobilio e che incontrino i tuoi gusti. Perchè no in fondo? Alla fine ci dovrai vivere o comunque passare molto tempo nel van.

Per il nostro ducato il colore e il tessuto delle tendine e della dinette sono stati scelti, oltre che per le proprieta schermanti, anche in base ai gusti personali. Infatti sia sia io che mia moglie amiamo particolarmente il beige, il kaki, il grigio e gli altri tessuti dal look safari.

Per le fodere del divano - o della dinette - è meglio un tessuto resistente non eccessivamente chiaro.

Se sei capace a cucire puoi occupartene personalmente.

Se non hai mai cucito su internet troverai tantissimi progetti e tutorial. In alternativa puoi chiedere aiuto alla mamma, alla nonna o a qualche zia (o perchè no al papà, al nonno o allo zio, se sanno cucire).

Le fodere dei nostri cuscini
Le fodere dei nostri cuscini

Conclusioni

Siamo alla continua ricerca delle migliori soluzioni! Nel nostro van l’allestimento è sempre in evoluzione! Per questo tutto quello che stai leggendo ora sarà certamente aggiornato più e più volte! Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato.

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