Cullera, tra mari, monti, fiumi e storia

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Autore Alessandro 16 Novembre 2021
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La Comunità Valenciana è una terra di tradizioni, gastronomia e paesaggi incredibili. Uno dei luoghi più rappresentativi è Cullera: splendida località costiera della Ribera Baixa di ventunmila anime a sud di Valencia.

Bagnata dalle acque del Mediterraneo e del rio Júcare riparata dal monte di les Raboses, Cullera offre al visitatore un ambiente eccezionale con fantastici scorci panoramici e un’ampia offerta culturale.

Il faro di Cullera
Il faro di Cullera

Puoi godere dei suoi 15 km di costa, camminare per il centro storico, percorrere il calvario che dal antico mercato porta al castello attraversando la montagna, visitare il castello, le torri e l’antica chiesa, le rovine del forte carlista e il faro, acceso per la prima volta il 1 agosto 1858, salire fino al centro meteorologico per ammirare il belvedere mozzafiato sulla città e sulle risaie. Ma le meraviglie di questo gioiello non finiscono qui.

Un caratteristico chiringuito a Cullera
Un caratteristico chiringuito a Cullera

Storia di Cullera

La montagna di Cullera, alta solo 233 metri, è stata abitata dall’uomo da tempi immemorabili. Resti rinvenuti nel maggior sito archeologico della zona, la Grotta del Vulcano (Cueva del Volcán del Faro) sono databili a 25.000 anni, durante l’era del paleolitico superiore.

Tra i periodi più importanti della storia di Cullera vi è quello della dominazione musulmana. Ad esso risale la costruzione del castello, su resti iberici e romani.

Il castello di Cullera
Il castello di Cullera

A quei tempi si deve il nome della città, dal latino Colla Aeria (alto colle) probabilmente trasposto prima in Gujera – per la pronuncia araba o mozarabica - e poi in Cullera.

Sempre durante la dominazione araba si afferma l’economia tradizionale locale con le coltivazioni autoctone di riso e arance di altissima qualità, che ancora oggi caratterizzano la cucina di Cullera.

Risaie di Cullera
Risaie di Cullera

Nel 1235, durante la riconquista operata dalla Corona d’Aragona sotto la guida del re Jaime, i cristiani tentarono di riprendere Cullera, ma il tentativo fallì e dovettero attendere il 1247, quando i Mori della regione si ribellarono al dominio aragonese in espansione impadronendosi con la forza della fortezza.

Jaime li combattè, vinse e ne ordinò l’espulsione che culminò con la cacciata degli islamici dal Castello di Cullera e dalla Ribera. Da ciò che rimase del castello in seguito agli scontri si diede avvio alla ricostruzione. Oggi della cinta muraria permangono solo alcuni tratti e le torri.

Dal 1248 ha inizio il ripopolamento cristiano, viene fondato il nuovo centro storico originato sul dolce pendio che si estende tra la montagna e il fiume.

Durante il Medioevo, attorno al 1350, hanno luogo diversi scontri, tra cui la presa della Fortezza da parte delle truppe di Pedro I di Castiglia nelle lotte contro Pedro IV d’Aragona .

All’inizio del XIV secolo, Martín d’Aragona (el Humano) conferisce a Cullera il titolo di città reale nelle corti di Valencia, che durerà fino alla perdita dei fueros (diritti locali).

Nel 1535, i corsari barbareschi attaccarono la città. L’assalto di pirati più importante avviene però il 25 maggio del 1550 sotto il il comando del temuto pirata berbero Dragut, nell’ambito della sua campagna di saccheggi nel Mediterraneo.

Dragut prese d’ assalto la città impadronendosi di un importante bottino di beni e prigionieri. L’evento causò il terrore e la fuga della popolazione, che lasciò il paese spopolato per decenni. Nella grotta dove, secondo la leggenda, avvenne lo scambio dei prigionieri, da cui Grotta Dragut, si trova un’interessante museo sulla pirateria mediterranea nel XVI secolo, che ricrea le invasioni dei corsari barbareschi alla città di Cullera.

Tra il 1553 e il 1556 per mettere un freno agli attacchi dei pirati vengono edificate le mura. Per potenziare le difese Felipe II fa erigere lungo la costa una serie di torri difensive, di cui sopravvive la Torre del Marenyet. A pianta circolare, costruita nel 1577, in posizione strategica vicino al fiume Júcar, è alta alta 15 metri e ha due piani e una terrazza che offre piena visibilità sui dintorni.

Torre Marenyet
Torre Marenyet

In Plaza de la Iglesia viene eretto nel XVII secolo, sulle rovine dell’antico tempio gotico costruito tra il 1248 e il 1253, un tempio neoclassico, la Parroquia de los Santos Juanes, attualmente l’unica della città, recentemente restaurata. Dell’antico tempio gotico di cui permangono ancora la sagrestia e l’interno del campanile.

In Plaza de España si trova il Municipio (Ca la Vila) fatto costruire da Carlo III nel 1781.

Di fronte al Puente de Barcas (risalente al 1924) si trova la Casa dell’Insegnamento dell’anno 1793, monumento classico che oggi ospita il Museo e il servizio civico archeologico-storico, una sala delle assemblee, una biblioteca specializzata e al piano terra gli uffici del turismo.

Altri luoghi storici della città sono lo storico Mercato di Cullera, in stile modernista valenciano risalente al 1903, che si ripopola ogni giovedì e il Barrio del Pozo - l’antico quartiere ebraico - dalle strade ripide e le case dall’architettura tipica.

Nel settembre 1911 si verificarono i Sucesos de Cullera, fatti tragici ancora vivi nel ricordo del paese. Un giudice di Sueca (paese confinante) e due pubblici ufficiali che agivano con arroganza e dispotismo vengono brutalmente assassinati dalla gente del luogo.

Durante la guerra civile spagnola si formarono a Cullera una comunità ugetista (da UGT, l’unione generale dei lavoratori, tra i più importanti sindacati spagnoli vicini al Partito Socialista Operaio), composto da piccoli proprietari, e una comunità anarchica.

Sul fronte opposto, per neutralizzare il movimento contadino venne creata la Confraternita sindacale, che univa padroni, contadini e braccianti, ma anche per affrontare i problemi legati alla peste, alle infrastrutture e per la promozione dello sviluppo di società cooperative.

A partire dagli anni ‘60, Cullera ha vissuto un boom economico per le sue spiagge, il suo mare e il suo clima, diventando una località turistica di massa. Con il boom prende piede anche la speculazione urbana che fortunatamente non ha lunga vita. La mancanza di lungimiranza delle amministrazioni del tempo devia il turismo su altre zone.

Urbanizzazione di Cullera
Urbanizzazione di Cullera

Il patrimonio culturale di Cullera

1. Il castello di Cullera

Il Castello di Cullera
Il Castello di Cullera

La prima cosa che salta all’occhio del viaggiatore che arriva a Cullera è il suo fantastico castello che si erge imponente quasi in cima alla montagna come sentinella dell’intera vallata, dominando la città e il mare. Dal belvedere del castello è possibile ammirare la città fino alla foce del rio Júcar e l’intera baia di Cullera.

Da non perdere la passeggiata dentro e fuori le sue mura e la visita alle sue stanze che vi porterà indietro di 1000 anni.

All’interno del castello è presente il sacre, cannone a lungo raggio noto che costituiva il meccanismo di difesa del castello.

Attualmente il prezzo per la visita è di 3 euro a persona.

2. Il Camino del Calvario

Partendo da Calle Calvario, alle spalle dello storico mercato comunale, è possibile salire al Castello percorrendo Camino del Calvario, una Via Crucis a zig zag con le 14 stazioni del Calvario. La via, come anche il castello è illuminata anche di notte e visibile da chilometri di distanza.

3. Sierra de los Zorros

Sierra de los Zorros
Sierra de los Zorros

I più avventurosi non tralasceranno il sentiero Senda de la Lloma che conduce al castello costeggiando l’intero versante Ovest della Sierra de los Zorros (la montagna di Cullera), attraverso scorci e panorami incredibili.

Su questo versante si trova la grotta Abric Lambert, zona archeologica di altissimo interesse con ricoveri che contengono pitture rupestri dell’arte schematica collocabili tra il Neolitico e l’Età del Bronzo. Le figure sono dipinte in una tonalità rosso scuro e rappresentano animali e figure umane. Il sito deve il suo nome al nome del suo scopritore Lambert Olivert.

4. Santuario della Virgen del Castillo

Detto anche Santuario del Castello, per la sua posizione a ridosso del castello, il santuario della Virgen del Castillo, è un tempio cristiano di fine XIX secolo in stile neo-bizantino.

Santuario della Virgen del Castillo
Santuario della Virgen del Castillo

5. Torre de la Reina Mora

Torre de la Reina Mora
Torre de la Reina Mora

La Torre de la Reina Mora (o Torre de Santa Ana) poco più in basso del castello, fa parte dell’originario complesso fortificato mussulmano. Situata sulla strada del Calvario fu costruita nel XIII secolo. Nel 1631 sulle rovine della torre venne installato un eremo dedicato a Santa Ana.

6. Le rovine del forte carlista

Le rovine del forte carlista
Le rovine del forte carlista

Molto più recente è il forte ormai in totale rovina, presente sulla cima del monte. Risalente al tempo delle guerre carliste, il forte è stato costruito dagli elisabettiani per proteggere Cullera.

Le rovine del forte carlista
Le rovine del forte carlista

Il forte insieme alla cinta muraria, faceva parte della rete difensiva della città di Cullera: il muro proteggeva la città dall’ingresso a nord, chiudendo il passaggio con una linea perpendicolare dalla montagna al fiume.

Le rovine del forte carlista
Le rovine del forte carlista

Il mare e le spiagge di Cullera

Le spiagge di Cullera
Le spiagge di Cullera

Il mare di Cullera è calmo per la maggior parte dell’anno. La qualità delle sue acque, la vasta offerta di servizi e la temperatura privilegiata sono tra i motivi che hanno reso la città una delle principali destinazioni turistiche della costa Valenciana.

Il suo litorale si estende per 15 km e conta 11 magnifiche spiagge la maggior parte delle quali premiate a livello internazionale e insignite della Bandiera Blu UE per la pulizia e i servizi e Q per la Qualità Turistica, ideali per chi ama rilassarsi al sole o praticare sport acquatici.

Le migliori spiegge di Cullera

Le spiagge urbane di Racó e San Antonio offrono ogni tipo di servizio. La Escollera e Marenyet ampie e meno affollate sono ideali per chi è in cerca di tranquillità. Marenyet, come Brosquil è caratterizzata da sabbia fine e dorata.

Chi ama l’avventura e chi pratica sport acquatici non potrà perdere la Playa di Cap Blanc, la Playa del Faro e la Playa del Dosel, dal paesaggio più selvaggio caratterizzato da dune, così come la spiaggia naturista di Mareny de Sant Llorenç.

Playa del Dosel
Playa del Dosel

Spiagge senza fumo

Spiagge a Cullera
Spiagge a Cullera

Le spiagge di Cullera sono state tutte recentemente dichiarate spiagge senza fumo. Questa iniziativa ha creato spazi liberi dal fumo e dei rifiuti del tabacco e delle sigarette, favorendo uno stile di vita più sano e la tutela ambientale.

Le acque interne in Kayak

Chi come noi ama il kayak non si lascerà scappare un’escursione nel rio Júcar - tra i fiumi più lunghi, visitati e belli della Spagna – e una nella laguna dell Estany, laguna salmastra di transizione tra la palude e la costa, a sud della foce del rio Júcar, ricca di specie animali e vegetali.

Playa de l'Estany sul lato della laguna
Playa de l'Estany sul lato della laguna

Le acque interne per il bird-watching

Assut de la Marquesa di sera
Assut de la Marquesa di sera

Tutta la zona a sud di Valencia è ricca di stagni e paludi, perfette per chi ama praticare il bird-watching e la fotografia di uccelli. Oltre ai già citati rio Júcar e laguna dell Estany, a nord della Montaña de los Zorros si trova la laguna di San Lorenzo, un grande stagno circondato da canneti e con la fauna autoctona del parco naturale dell’Albufera.

Sullo Júcar merita particolare attenzione l’Assut de la Marquesa (gli assut sono dighe di deviazione del corso naturale dei fiumi), luogo naturale dall’aspetto magico frequentatissimo da amanti della natura, dei picnic e del birdwatching.

Tipici di queste zone inoltre sono i numerosissimi Ullal, paludi costiere di acqua dolce, adattissime all’osservazione dell’avifauna. Piccola ma splendida, a sud, subito fuori dal perimetro cittadino di Cullera, si trova l’Ullal Gran, una minuscola oasi di pace e relax – a patto di avere con se una buona scorta di zampirone e Autan.

Le acque interne a Cullera
Le acque interne a Cullera

L’isolotto di Cullera: Peñeta del Moro

Come per non volersi far mancare proprio nulla Cullera ha anche un piccolo isolotto, chiamato Peñeta del Moro. Forse il più piccolo del mondo: in realtà una coppia di scogli affioranti con una struttura di segnalazione in mezzo.

A poco più di 400 metri al largo della Spiaggia de Sant Antonio, facilmente raggiungibile in kayak, prestando particolarmente attenzione o non essere spinti sugli scogli dalla corrente, che in questo punto è abbastanza intensa.

Cos’altro visitare

Tra le altre strutture degne di nota di Cullera vi erano la Torre del Cabo de Cullera, antica torre del XVI secolo, parte del sistema di difesa costiera dagli attacchi dei pirati. Attualmente la torre è scomparsa e al suo posto si trova un belvedere con un monumento che ricorda il dolore causato dalla guerra civile e la Casa de la Enseñanza, antico centro pedagogico fatto costruire da Carlos IV nel 1793: una delle prime scuole pubbliche in Spagna.

Memorial La Defensa de Cullera
Memorial La Defensa de Cullera

Zona WiFi sulla spiaggia di San Antonio

Sulla spiaggia di San Antonio, sul lungomare di via Caminàs dels Homens e in via Amparo Belda puoi usufruire del servizio cittadino di Wi-Fi gratuito, davvero un plus per chi come noi necessita di una gran quantità di dati internet per poter lavorare, visto che le sim spagnole che è possibile acquistare come non residenti sono molto limitate.

Il parco naturale dell’Albufera

Tra Valencia e Cullera si estende per 21.000 ettari il Parco Naturale dell’Albufera, tra le zone umide più importanti della Penisola Iberica. Nelle sue ricche acque vivono migliaia di specie e volatili.

I diversi percorsi eco-turistici sono ben segnalati e facilmente percorribili con tutta la famiglia, a piedi o in bicicletta. Tra i più amati dagli escursionisti i sentieri Estany e Lloma.

Dal nostro diario

09/11/2021

Ale si è svegliato alle 7 e abbiamo dormito ancora un’oretta, faceva piuttosto freddo.

Siamo partiti da Lourmarin con destinazione Valencia perché è il primo posto sulla costa spagnola dove domani non pioverà. Siamo passati da sopra la Camargue poi abbiamo fatto gasolio a Montpelier.

La spia dell’olio continua ad accendersi a motore caldo e ora rimane quasi fissa. Abbiamo avuto paura che fosse la pompa ma poi per vari motivi abbiamo pensato che si tratti del bulbo quindi proseguiamo.

Ci siamo fermati a mangiare verso le 13,30 all’area autostradale Aire de Paulhan.

Abbiamo proseguito e passato il confine, diretti oltre Valencia perché era l’unico posto dove non avrebbe piovuto il giorno successivo.

Quando stavamo passando sopra a Barcellona si è accesa la spia della batteria, ci siamo fermati nell’area di sosta sull’autostrada AP-7 (Galp, Estacion de servicio, Castellbisbal).

Non capivamo se si trattasse della batteria o dell’alternatore ma poi ci siamo ricordati di avere sentito un fischio mentre entravamo in autostrada e in più accelerando la spia della batteria non si spegneva quindi eravamo abbastanza sicuri si trattasse dell’alternatore.

Nell’area di servizio nessuno poteva aiutarci e una cassiera latino-americana ci ha avvertiti di fare attenzione perché in zona c’erano molti “bandidos”.

Abbiamo riflettuto sul da farsi e anche se avevamo già chiamato l’assistenza stradale dell’assicurazione gli abbiamo detto di venire il mattino dopo e abbiamo passato la notte nell’area. Ale ha passato la notte sui sedili davanti insieme ad Ari.

10/11/2021

Ci siamo svegliati verso le 7,30. Abbiamo dato appuntamento al carro attrezzi e chiamato un ricambista per conoscere il prezzo del ricambio alternatore nuovo (160 €).

Quando è arrivato il carro attrezzi ci ha detto che sicuramente si trattava dell’alternatore e ci ha detto di andare fino ad un venditore di ricambi usati. Li abbiamo acquistato l’alternatore usato a 70€, aspettando più di un’ora che lo smontassero da un camper su meccanica Ducato.

Abbiamo chiesto se in zona ci fosse un meccanico che facesse la sostituzione velocemente ma erano occupati e uno dei lavoratori ci ha consigliato di andare verso il cimitero di Vilafranca del Pendes, dicendoci che li avremmo trovato l’officina di un meccanico marocchino.

Siamo andati ma non la trovavamo, ci siamo fermati in un carrozziere e uno dei lavoratori, un ragazzo molto gentile del sud-est asiatico o forse sud americano ha guidato il furgone fino all’officina MotorRecanvi. Abbiamo provato ad offrirgli qualcosa per la gentilezza ma ha rifiutato ed è tornato indietro a piedi.

Il titolare dell’officina e un meccanico giovane hanno sostituito l’alternatore e il sensore (bulbo) dell’olio per 60€. Gliene abbiamo lasciati 80€ perché ci sembrava il minimo, per il tempo speso, la gentilezza e la professionalità nell’eseguire il lavoro. Siamo ripartiti verso le 13.

Ci siamo fermati a mangiare alla stazione di servizio di Sant Carles de la Rapita. Abbiamo proseguito fino oltre Valencia perché li era segnato che non avrebbe piovuto ci siamo fermati a Cullera. Abbiamo mangiato qualcosa di veloce, fatto una passeggiata sul lungomare e siamo andati a letto.

11/11/2021

Ci siamo svegliati verso le 7,30 e siamo andati a fare una passeggiata sul lungomare di sinistra rispetto al parcheggio, in direzione del faro di Cullera.

Abbiamo fatto la spesa e poi abbiamo mangiato in furgone. Dopo mangiato abbiamo percorso in bicicletta tutto il lungomare fino alla fine del paese, dal lato opposto. Di sera pioveva, io ho lavorato al pc e Ale ha creato l’itinerario con i luoghi da visitare nella regione Valenciana.

12/11/2021

Ci siamo svegliati verso le 7,30 e abbiamo fatto colazione. Di mattina pioveva ☔️.

Verso le 14 siamo saliti in furgone sulla cima della montagna di Cullera. La strada era davvero stretta e praticamente priva di protezioni a strapiombo su un burrone.

Siamo arrivati quasi fino alla punta più alta della montagna, dove è presente il radar metereologico, ma ad un certo punto la strada è diventata più stretta del furgone e spostare la ruota poco più a destra o poco più a sinistra avrebbe davvero potuto significare rimetterci la vita.

Sono riuscita a convincere Ale a fare retromarcia. Abbiamo quindi parcheggiato il furgone sulla strada tra il castello carlista e il centro metereolocigo e ci siamo incamminati a piedi prima fino al radar meteorologico, poi nella direzione opposta delle rovine del forte carlista.

Alla fine abbiamo proseguito in furgone scendendo dal versante opposto della montagna, verso il castello di Cullera. Qui la strada è tenuta molto meglio e presenta le protezioni.

Siamo andati a fare una sim Movistar in una tienda di Cullera e poi in una zona di bird watching, “L’Assut de la Marquesa Azud” per fotografare l’avifauna di notte. Siamo tornati al parcheggio di Cullera per passare la notte.

13/11/2021

Ci siamo svegliati verso le 7,40 e abbiamo fatto colazione. Verso le 10 siamo partiti e siamo andati alla Torre del Marenyet. Più tardi ci siamo diretti alla Playa de l’Estany, naturale e tranquilla, frequentata solo da pescatori. Qui c’è la foce del fiume ed è possibile andare in kayak, Però non essendoci molta gente abbiamo preferito rimandare il giro in kayak per non lasciare incustodito il furgone.

Ci siamo fermati in una zona splendida per bird watching, l’Ullal gran. Abbiamo parcheggiato il furgone sotto gli ulivi e passeggiato all’interno dell’area naturale osservando i pesci e gli uccelli negli stagni. Abbiamo trascorso il pomeriggio lavorando al computer sui tavoli.

Mentre stavamo per andarcene dal Ullal Gran abbiamo conosciuto un ragazzo della Repubblica Ceca che tornava verso casa, in moto dal portogallo e abbiamo concordato con lui di ritrovarci per dormire assieme in un area camper di Tavernes de la Valldigna. Lui è partito in moto e noi lo abbiamo raggiunto poco dopo in furgone.

Lì erano già presenti un camper Ducato prima serie e una roulotte e lui aveva già montato la tenda. La zona però era troppo buia, così abbiamo deciso di tornare a Cullera e dormire in una via parallela a quella dove avevamo dormito le scorse notti, per evitare di dar fastidio ai locali con la presenza troppo prolungata del nostro furgone nello stesso luogo.

firma Hilary

Quando visitare Cullera

Con una temperatura media di 17º C, ha inverni miti e temperature estive che raramente superano i 28º C.

Il clima privilegiato ne rende ideale la visita in qualsiasi stagione, ma ne consigliamo la visita da settembre a novembre, per godere del fresco ed evitare la calca estiva.

Come arrivare

Cullera dista soli 45 chilometri dall’aeroporto internazionale di Valencia, in estate presenta collegamenti ferroviari con Valencia e Madrid e diversi autobus che la collegano al centro della Spagna.

Come tutti i nostri articoli anche questo è rivolto in primis a chi viaggia on the road, in van come noi, in camper, roulotte, auto, moto, bicicletta o a piedi. Per cui è importante una menzione sulle strade, di cui il paese è davvero ben servito, in quanto collegato a Valencia, Alicante, Barcellona e alla Francia dall’autostrada AP-7 e agli atri paesi costieri dalla N-332, che è la strada che noi abbiamo scelto di percorrere.

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